Contro l’aggressione israeliana alla Freedom Flottilla e in concomitanza con le manifestazioni che si svolgevano in oltre 20 città italiane, anche a Bologna si sono spontaneamente riuniti alle 17 in Piazza Nettuno quasi un migliaio di persone di varie realtà politiche e sociali della città solidali con la Palestina. Un corteo spontaneo, partito da Piazza Nettuno, si è mosso per via Ugo Bassi per raggiungere Piazza Prefettura da cui si è fatto ritorno in Piazza Nettuno. È stato denunciato l’inaudito attacco militare israeliano in cui sono stati assassinati 19 attivisti internazionali delle imbarcazioni della Freedom Flottilla dirette a Gaza per portare aiuti umanitari; è stata espressa solidarietà ai 700 attivisti internazionali aggrediti e con la resistenza palestinese; è stato chiesto un serio intervento di condanna internazionale su Israele; ci si è dati appuntamento domani 1 giugno alla 19,00 al Festival sociale delle culture antifasciste in via Togliatti per un'assemblea cittadina e il 2 giugno alle 10 in Piazza Maggiore.
L’attacco terrorista israeliano in acque internazionali dovrebbe ormai lasciar da parte tutte le ipocrisie di chi ha sempre difeso e sostenuto la politica di occupazione, distruzione, massacri, apartheid e discriminazione messe in atto da Israele da oltre sessanta anni. È chiarissima del resto l’aggressività e l’arroganza di uno Stato che ha sempre agito nella consapevolezza della totale impunità a livello internazionale. Ultime dimostrazioni, giunte alla ribalta dei media, di tale arroganza vanno dal noto massacro di Gaza, allo sgombero dei palestinesi dalle loro case in Gerusalemme est, fino al recente rifiuto della firma dell’accordo di non proliferazione nucleare.
L’assassinio degli internazionali pesa sulla coscienza di Israele ma anche di tutti gli Stati che hanno avallato in silenzio, non solo il massacro di Gaza, ma anche il completo isolamento della Striscia di Gaza in cui le condizioni di sopravvivenza umiliano pesantemente la dignità umana. L’isolamento sta portando addirittura all’avvio della costruzione del Muro di acciaio sul confine tra la Striscia di Gaza e l’Egitto finanziato dagli Stati Uniti che isolerà materialmente questa striscia di terra ormai da anni definita prigione a cielo aperto.
Politici internazionali e italiani hanno preso le distanze dall’attacco ma ora ci aspettiamo che alle espressioni verbali di condanna seguano sanzioni internazionali contro Israele; chiediamo che l’Italia faccia pressione per l’attivazione di tali sanzioni e che interrompa tutte le collaborazioni con Israele. Chiediamo che aziende e istituzioni pubbliche, a partire dalla Regione Emilia Romagna, istituzioni accademiche, di ricerca interrompano le collaborazioni commerciali, scientifiche, culturali con Israele; invitiamo tutti al boicottaggio dei prodotti israeliani in solidarietà con la Freedom Flottilla e con la Resistenza Palestinese.
lunedì 31 maggio 2010
BOLOGNA: manifestazione contro l'attacco di Israele alle navi umanitarie dirette a Gaza
mercoledì 24 marzo 2010
Dichiarazione comitato nazionale Palestina su BDS
Il Comitato nazionale del Boicottaggio Disinvestimento Sanzioni vi invita a partecipare con le vostre forze e competenze per una Giornata attivista globale del BDS il 30 marzo 2010, in solidarietà con il popolo palestinese, per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni ai danni d'Israele.Il CNB invita coloro i quali hanno una coscienza e le loro organizzazioni in tutto il pianeta a mobilizzarsi in azioni BDS creative, concrete e visibili, per trasformare questa giornata in un passo storico per il movimentro contro l'apartheid, il colonialismo e l'occupazione in Israele, per la responsabilizzazione dell'oppressore e per il rispetto dei diritti e della dignità del popolo palestinese.
Il prossimo 30 marzo, il CNB chiede d'indirizzare la propria azione politica:
1. al boicottaggio e al disinvestimento ai danni delle corporazioni israeliane e di quelle internazionali che sostengono l'apartheid, il colonialismo e l'occupazione in Israele;
2. a un'azione legale che ponga fine all'impunità israeliana, indaghi e giudichi gli israeliani sospettati di crimini di guerra davanti a corti nazionali e a tribunali internazionali;
3. a fare e promuovere pressioni per un embargo degli armamenti contro Israele e per un blocco o una cessazione del libero commercio e di altri accordi preferenziali con questo stato: un passo cruciale e urgente in direzione di sanzioni vere e proprie;
4. al lancio di un boicottaggio accademico, culturale e sportivo ai danni d'Israele e delle istituzioni sue complici;
Il primo Global BD
S Day of Action è stato annunciato dalla società civile palestinese con grande sostegno al World Social Forum del 2009. La giornata del 30 marzo coincide con la Giornata della Terra in Palestina, che commemora l'anniversario dell'uccisione di sei giovani palestinesi – cittadini d'Israele – da parte delle forze di sicurezza israeliane nel 1976. Questi coraggiosi ragazzi erano sei tra le migliaia di persone intente a protestare contro l'espropriazione di terre palestinesi, utilizzate per costruire nuove colonie ebraiche ed espandere le esistenti città israeliane. Oggi, la Giornata della Terra simbolizza la resistenza palestinese contro l'espropriazione, la colonizzazione, l'occupazione e l'apartheid tuttora in corso in Israele.
L'annuncio del primo Global BDS Day of Action giunse all'inizio dei 23 giorni di offensiva israeliana, l'operazione “Piombo fuso”, durante la quale morirono più di 1.400 palestinesi e più di 5.000 rimasero feriti nella Striscia di Gaza occupata e assediata. Un anno dopo, Israele prosegue con il suo blocco soffocante sull'intera Striscia di Gaza, in quello che è stato descritto dagli esperti di diritti umani come un atto di “lento genocidio”. Questa è solo la continuazione della brutale oppressione israeliana del popolo palestinese, che vede tra i suoi precedenti l'espulsione dalle case durante la Nakba del 1948, il governo militare, l'occupazione e colonizzazione delle terre, l'apartheid e l'accanita negazione dei diritti dei rifugiati palestinesi a ritornare nelle loro terre e nelle loro abitazioni.
Nel BDS Day of Action del 2009, moltissimi tra sindacati, organizzazioni non-governative e studentesche, partiti politici e gruppi sociali in oltre 40 città in tutto il mondo hanno risposto all'invito – lanciato durante il World Social Forum del 2009 – a intraprendere un'azione coordinata di BDS a livello globale. Le attività dell'anno scorso bersagliarono, tra le altre, compagnie come Connex, una sussidiaria della multinazionale Veolia, complice nella costruzione del sistema israeliano di ferrovie leggere che collega le colonie israeliane nella Cisgiordania occupata a Gerusalemme; la catena di librerie Chapters Indigo, i cui profitti sono versati nei conti dei soldati israeliani “soli”; il gigante dei supermercati Tesco, che vende un assortimento di beni illegalmente prodotti nelle colonie; e Motorola, fornitore delle telecomunicazioni e dei sistemi elettronici delle forze di occupazione israeliane.
Da allora, la campagna globale del BDS è cresciuta. Studenti, aziende del settore privato, sindacati e altri attori della società civile di tutto il mondo hanno compreso che l'oppressione d'Israele ai danni del popolo palestinese non può più essere tollerata, e hanno concordemente adottato diverse forme di BDS contro Israele, fino a che non abbandonerà le sue politiche ostili e osserverà la legge internazionale. Nel solo 2009, sindacati, organizzazioni spirituali, gruppi studenteschi e molti altri movimenti hanno lanciato delle campagne BDS per rendere Israele responsabile delle proprie violazioni della legge internazionale e dei diritti fondamentali palestinesi.
mercoledì 17 marzo 2010
[Palestina 16/3/2010]Anche oggi scontri a Gerusalemme con le truppe israeliane, è la "giornata della rabbia" palestinese
Palestina . Anche oggi scontri a Gerusalemme con le truppe israeliane, è la "giornata della rabbia" palestinese
Violenti scontri sono in corso tra centinaia di giovani palestinesi e le forze dell'ordine israeliane in numerosi
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giovedì 14 gennaio 2010
[Roma 13/1/09] Azione di protesta a Carrefour in solidarietà con Sakina Arnaud. "Boicottare le merci israeliane non è un reato"
Ieri c'è stato un blitz di protesta ad un supermercato Carrefour della zona prenestina degli attivisti del Forum Palestina. Obiettivo dell'iniziativa era quello di esprimere solidarietà con Sakina Arnaud, attivista di Europalestine, sotto processo a Bordeaux (Francia) con l'accusa di "odio razziale" per aver fatto propaganda a favore del boicottaggio delle merci israeliane nel quadro della campagna internazionale BDS. I manifestanti hanno aperto uno striscione con scritto "Boicotta Israele" e cartelli con le scritte Solidarietà a Sakina Arnaud e "boicottare le merci israeliane non è un reato"
Vicenza . Proteste e boicottaggio contro la partecipazione israeliana alla Fiera dell'oro e dei diamanti. Sabato manifestazione
In questi giorni a Vicenza si svolge FIRST la principale mostra fieristica mondiale dell´oro e dei diamanti. All´interno della Fiera ci sono ditte israeliane che lavorano i diamanti e organismi governativi dello stato d´Israele che promuovono, sostengono e commerciano i diamanti. In fierà dunque son presenti gli stand di uno stato che sta compiendo un vero e proprio genocidio del popolo palestinese: se vogliamo imperdire questo genocidio bisogna boicottare politicamente, socialmente ed economicamente Il Governo Israeliano e chi collabora con Israele. Nell´anniversario dell´agressione israeliana alla popolazione di Gaza denominata "piombo fuso" circa 1.400 attivisti da 43 paesi si sono riuniti nelle scorse settimane al Cairo sulla via per Gaza per unirsi ai Palestinesi che marciavano per interrompere l´illegale assedio Israeliano. A Vicenza si stanno attivizzando varie associazioni, sindacati di base, comunità per boicottare i rapporti economici e culturali tra la Fiera di Vicenza e lo stato di Israele. "Vogliamo con questa azione oggi qui denunciare: l´attuale punizione collettiva che Israele infligge ai Palestinesi" affermano in un comunicato che riafferma gli obiettivi dell'iniziativa: autodeterminazione dei Palestinesi, fine dell´occupazione israeliana, pari diritti per tutti all´interno della storica Palestina, pieno diritto al ritorno per i rifugiati Palestinesi .Gli organizzatori della protesta hanno anche inviato una lettera urgente al sindaco di Vicenza, Variati (di centro-sinistra), chiedendogli di non collaborare con le istituzioni israeliane presenti alla Fiera. Per sabato è stata indetta una manifestazione nei pressi della Fiera, in piazza Matteotti.
Altre info su www.boicottaisraele.it
www.forumpalestina.org







