Contro l’aggressione israeliana alla Freedom Flottilla e in concomitanza con le manifestazioni che si svolgevano in oltre 20 città italiane, anche a Bologna si sono spontaneamente riuniti alle 17 in Piazza Nettuno quasi un migliaio di persone di varie realtà politiche e sociali della città solidali con la Palestina. Un corteo spontaneo, partito da Piazza Nettuno, si è mosso per via Ugo Bassi per raggiungere Piazza Prefettura da cui si è fatto ritorno in Piazza Nettuno. È stato denunciato l’inaudito attacco militare israeliano in cui sono stati assassinati 19 attivisti internazionali delle imbarcazioni della Freedom Flottilla dirette a Gaza per portare aiuti umanitari; è stata espressa solidarietà ai 700 attivisti internazionali aggrediti e con la resistenza palestinese; è stato chiesto un serio intervento di condanna internazionale su Israele; ci si è dati appuntamento domani 1 giugno alla 19,00 al Festival sociale delle culture antifasciste in via Togliatti per un'assemblea cittadina e il 2 giugno alle 10 in Piazza Maggiore.
L’attacco terrorista israeliano in acque internazionali dovrebbe ormai lasciar da parte tutte le ipocrisie di chi ha sempre difeso e sostenuto la politica di occupazione, distruzione, massacri, apartheid e discriminazione messe in atto da Israele da oltre sessanta anni. È chiarissima del resto l’aggressività e l’arroganza di uno Stato che ha sempre agito nella consapevolezza della totale impunità a livello internazionale. Ultime dimostrazioni, giunte alla ribalta dei media, di tale arroganza vanno dal noto massacro di Gaza, allo sgombero dei palestinesi dalle loro case in Gerusalemme est, fino al recente rifiuto della firma dell’accordo di non proliferazione nucleare.
L’assassinio degli internazionali pesa sulla coscienza di Israele ma anche di tutti gli Stati che hanno avallato in silenzio, non solo il massacro di Gaza, ma anche il completo isolamento della Striscia di Gaza in cui le condizioni di sopravvivenza umiliano pesantemente la dignità umana. L’isolamento sta portando addirittura all’avvio della costruzione del Muro di acciaio sul confine tra la Striscia di Gaza e l’Egitto finanziato dagli Stati Uniti che isolerà materialmente questa striscia di terra ormai da anni definita prigione a cielo aperto.
Politici internazionali e italiani hanno preso le distanze dall’attacco ma ora ci aspettiamo che alle espressioni verbali di condanna seguano sanzioni internazionali contro Israele; chiediamo che l’Italia faccia pressione per l’attivazione di tali sanzioni e che interrompa tutte le collaborazioni con Israele. Chiediamo che aziende e istituzioni pubbliche, a partire dalla Regione Emilia Romagna, istituzioni accademiche, di ricerca interrompano le collaborazioni commerciali, scientifiche, culturali con Israele; invitiamo tutti al boicottaggio dei prodotti israeliani in solidarietà con la Freedom Flottilla e con la Resistenza Palestinese.
lunedì 31 maggio 2010
BOLOGNA: manifestazione contro l'attacco di Israele alle navi umanitarie dirette a Gaza
lunedì 26 aprile 2010
25 aprile: Gli antifascisti sbarrano il passo all'ipocrisia nelle piazze a Roma e a Milano
da contropiano
accompagnati dalla deputata del PdL Fiamma Nirenstein, si erano avvicinati per distribuire un volantino in cui, a nome della Brigata Ebraica, rivendicavano il contributo del sionismo e rinnovavano la solidarietà a Israele. Gli antifascisti, convenuti per commemorare la lotta di liberazione dall’occupante nazifascista, hanno scandito slogans ricordando che Israele è lo stato che da oltre sessant’anni occupa i territori del popolo palestinese e lo sottopone a massacri, espulsioni e regime di apartheid. La Digos ha annunciato nel pomeriggio di ieri di aver identificato e denunciato due giovani dell'area dei centri sociali. Nella mattinata di ieri Polizia e Digos hanno bloccato e identificato, in viale 21 aprile, 17 persone mentre si apprestavano a iniziare l’attacchinaggio di circa 4000 manifesti inneggianti al fascismo e con l’effige di Benito Mussolini. Tra questi un trentenne esponente di Forza Nuova già denunciato in passato per aver partecipato ad aggressioni e pestaggi ai danni di giovani e studenti di sinistra.Contestazioni anche a Milano nel pomeriggio contro la partecipazione al corteo del 25 aprile del sindaco Letizia Moratti e del presidente della provincia Podestà, bersagliati da slogan contro il fascismo. Anche in Piazza del Duomo la contestazione è continuata ed è salita di tono con alcuni centri sociali che hanno cercato di avvicinarsi al palco ufficiale con il loro camion da cui lanciavano slogan contro la partecipazione di esponenti della destra alle celebrazioni della liberazione. Contro le contestazioni il Pd si unisce al PDL nel chiedere mano ferma contro i responsabili: il partito di Bersani ha addirittura annunciato interrogazioni al ministro dell'Interno Roberto Maroni per aver permesso che i contestatori si avvicinassero al palco di piazza Duomo. Anche il segretario della Camera del lavoro della città lombarda, della Cgil, contesta quello che chiama il lassismo della polizia. Il centro sociale il Cantiere, messo sotto accusa per la contestazione di ieri a Milano, esprime 'rispetto' per l'associazione partigiani e per i reduci ma chiede spiegazioni all'Anpi per la presenza sul palco del 25 aprile di ''chi finanzia le iniziative dei nazifascisti oggi''. I militanti del centro sociale hanno spiegato di riferirsi in particolare alla settimana di eventi dell’estrema destra 'finanziata dagli enti locali milanesi'. 'Abbiamo sempre avuto e ribadiamo il nostro rispetto per quanto Anpi e reduci hanno subito durante il nazifascismo e per quanto hanno fatto per combatterlo - hanno detto al termine della manifestazione - ma vorremmo ci fosse rispetto anche per i giovani antifascisti milanesi''.
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martedì 16 marzo 2010
16 Marzo 2003-2010 DAX VIVE
Da daxresiste.org
Alcuni compagni usciti dal pub Tipota si scontrano con tre neofascisti
armati di coltelli che li colpiscono ripetutamente, ferendone gravemente
due. Uno sarà operato d’urgenza mentre Davide “Dax” non arriverà vivo in
ospedale. Sul luogo sopraggiungono invece numerose pattuglie di polizia e
carabinieri che, ostruendo la circolazione stradale, contribuiscono a
ritardare i soccorsi. Poco dopo la partenza delle ambulanze arriva anche
un reparto di celere con caschi e manganelli, respinti subito dalle grida
indignate dei presenti...un avvertimento...
All’ospedale S.Paolo, già militarizzato dalle forze dell'ordine, i medici
comunicano la morte di Dax.
Disperazione, incredulità, rabbia….I compagni e gli amici presenti rispondono alle provocazioni di Polizia e
Carabinieri, che danno subito il via a feroci cariche dentro e fuori
l’ospedale. Una caccia all'uomo stile Genova 2001, quella stessa
brutalità che abbiamo visto in azione in Val di Susa solo qualche
settimana fa.
“Volevano portare via la salma dell’amico” Così il giorno dopo il Questore
Boncoraglio legittima l’operato delle forze dell’ordine, il cui bilancio
per i pestaggi contro chi era presente è di decine di punti di sutura
sul viso, denti e braccia rotte, teste aperte, facce s figurate e sangue
dappertutto.
Sui "fatti del San Paolo" si aprirà poi un processo con imputati un
carabiniere e due polizziotti, accusati di porto d'arma impropria e abuso
d'ufficio, e 4 compagni alla sbarra per resistenza e violenza a pubblico
ufficiale. Questo processo si è concluso in Cassazione nel 2009 con da un
lato la piena assoluzione delle forze dell'ordine e dall'altro la condanna
di due compagni ad un totale di 3 anni e 4 mesi di carcere più 100.000
euro di multa.
Lo Stato si è assolto, la magistratura ha legittimato e consacrato
l'operato dei suoi servi in divisa.
Nessuno stupore, nessun lamento. La stessa cosa è accaduta per i processi
del G8 Genova.
Nessuno stupore, nessun lamento ma rabbia, odio e la determinazione nel
continuare a lottare, ricordare e raccontare.
Una storia che continua perchè fascisti e polizia continuano ad ammazzare,
nelle carceri, nelle strade. Continua con il nome di Renato Biagetti, Ivan
Khutorskoy, Carlos Palomino, Nicola Tommasoli, Stefano Cucchi, Jan Kucera,
Alexis Grigoropoulos, Federico Aldrovandi, Carlo Giuliani e molti altri.
Un elenco che non vogliamo vedersi allungare, una storia di sangue che
deve essere fermata costruendo solidarietà, resistenza, lotta antifascista
e anticapitalista.
"Per combattere questo nuovo fascismo non ci saranno i vostri nonni, o i
padri dei vostri nonni. Affrontarlo toccherà a voi”
PARTIGIANO “FOCO”
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domenica 21 febbraio 2010
22 Febbraio 1980 -22 Febbraio 2010: un'idea non muore, VALERIO VIVE!
Da Infoaut
Roma ricorda Valerio Verbano, compagno del movimento, ucciso dai fascisti
antifascismo

Roma, quartiere Montesacro, il 22 febbraio di trent'anni fa in questa zona nel quadrante est della capitale, veniva ucciso Valerio Verbano. L'episodio, per le sue modalità di svolgimento, l'assassinio a freddo davanti ai genitori immobilizzati, e i sui autori, i Nar, ancora oggi segna il tessuto e la memoria della città.
La memoria però anche quest'anno è stata tenuta viva da un corteo che si è snodato lungo le strade del quartiere aperto dallo striscione “«Valerio vive, un'idea non muore, la rivolta continua”. Circa 2000 giovani dei centri sociali, dei collettivi e studenti hanno dato vita ad una manifestazione che si è conclusa a Piazza Sempione dove è stato allestito un palco per i concerti, fra gli altri, di 99 Posse e Assalti Frontali.
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domenica 13 dicembre 2009
[12/12/09] a 40 anni da Piazza Fontana; manifestazioni a Bologna e Milano
12 dicembre 2009. 40 anni dalla strage di Piazza Fontana. Strage di Stato eseguita dai fascisti. Mobilitazioni in varie città italiane. La mobilitazione principale a Milano dove accanto alla manifestazione istituzionale, il corteo antagonista è stato molto partecipato. Contestati Formigoni, Moratti e Podestà. La polizia ha chiuso la piazza cercando di impedire l'ingresso del corteo antagonista. I compagni sono riusciti ad entrare in Piazza Fontana.
A Bologna manifestazione di varie realtà antifasciste cittadine con alcune centinaia di partecipanti. In serata a Bologna dopo un presidio antifascista contro un concerto nazirock organizzato da Fogna Nuova, diversi compagni sono stati fermati. 3 risultano essere stati arrestati.
L'antifascismo non si arresta!
Solidarietà!
lunedì 9 novembre 2009
[Livorno Pistoia 9-11] Ancora repressione contro gli antifascisti

Si inasprisce la repressione contro gli antifascisti. Nonostante a quasi un mese da quell'11 ottobre in cui i compagni Alessandro, Elisa e Alessandro sono stati arrestati, questi compagni sono ancora trattenuti in carcere e ai domiciliari, l'azione repressiva non si ferma. Oggi sono state effettuate altre perquisizioni tra Pistoia e Livorno ed altri compagni sono stati fermati. Questo a pochi giorni dall'arresto di una altro compagno antifascista a Firenze (Mannu).
Libertà per gli antifascisti!!
Libertà per tutti i compagni!
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Comunicato P-CARC
09.11.09: Ancora arresti e perquisizioni in Toscana!
Continua la montatura giudiziaria contro i comunisti e gli antifascisti.
Questa mattina nuove perquisizioni nelle abitazioni di comunisti e antifascisti a Pistoia e Livorno. Al momento ci risulta che a Pistoia la polizia ha prelevato dalla sua abitazione e condotto in questura per “accertamenti” il compagno Jury della sezione del P.CARC e un compagno della Rete antifascista; mentre a Livorno a due compagni sono stati notificati gli arresti domiciliari.
A quanto ci risulta tutti erano già denunciati per l'assalto alla sede fascista di Casa Pound dell'11 ottobre scorso.
Fin da subito il P.CARC, con le sezioni della Federazione Toscana, è mobilitato: compagni e compagne stanno accorrendo alla questura di Pistoia per accertare i fatti, esprimere solidarietà ai compagni colpiti dalla repressione e per esigere la liberazione di tutti gli antifascisti arrestati.
Comunicati di aggiornamento seguiranno nelle prossime ore!
Oggi pomeriggio alle 15 presidio sotto il Comune di Pistoia.
Il presidio era già convocato: gli arresti di questa mattina sono un motivo in più per partecipare numerosi!
L' ondata dell'antifascismo popolare monta, le provocazioni poliziesche la ingrossano!
lunedì 2 novembre 2009
31 Ottobre di lotta. Da Catania alla Val Susa

31 Ottobre: un'altro sabato di lotta
10.000 manifestanti NO TAV in Val di Susa, più di mille a Catania contro lo sgombero del CPO Experia, presidio antifascista caricato dalla polizia a Torino, cariche anche a Milano.
Video manifestazione di Catania da Collettivo Autorganizzato Universitario
Seguono video di Torino e Val Susa
Tg3 regione sulla manifestazione No Tav
Video del presidio antifascista a Torino da Collettivo Comunista Piemontese
lunedì 26 ottobre 2009
[Torino 24-10]Gli antifascisti scacciano lega e casapound da Piazza Castello
Importante giornata di lotta antifascista e antirazzista a Torino.
Da Infoaut
Torino: "Lega Nord Casa Pound, tutti a terra al primo round!
Giornata importante quella vissuta oggi per le strade di Torino. La determinazione di 300 compagn* antirazzist* e antifascist* ha alterato un sabato pomeriggio di shopping e consumo. Non poteva essere però tollerata la prima uscita pubblica e annunciata di Casa Pound, organizzazione dell'estrema destra composta di autonominatisi "fascisti del terzo millenio".
Oggi niente banchetto per gli affiliati di Iannone & c. solo l'assaggio della determinazione di centinaia di antifascisti e antirazzisti. E lo stesso dicasi per la Lega Nord cittadina. Il partito della xenofobia e del delirio securitario aveva allestito un gazebo per chiedere la chiusura della micro-clinica Fathi da poco allestita al centro sociale Gabrio. Un ambulatorio medico popolare reo per i padani di fornire assistenza medica gratuita a migranti clandestinizzati dalle loro leggi infami.
Niente volantino per Casa Pound, niente gazebo per la Lega Nord, che va miracolosamente in frantumi grazie all'iniziativa di divers* compagn*. Da segnalare in tutto questa la presenza di attrezzature pesanti (bastoni e catene) sia tra i leghisti che tra i neofascisti tranquillamente circondati da Polizia e Digos che (a loro) permette di armarsi.
A fine pomeriggio un corteo festante di quasi 500 persone attraversava via Po tra cori, interventi e un canto gloliardico che ben riassumeva la giornata: "Lega Nord, Casa Pound, tutti a terra al primo round!"
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Ore 16:00. Una mobilitazione antifascista volante, messa in piede in nemmeno 24 ore in seguito alla provocazione annunciata dai fascisti di CasaPound di tenere un banchetto nel centro torinese. Circa 200 antifascist* si sono quindi dati appuntamento in piazza Castello intorno alle 14, da dove si sono mossi in direzione di piazza San Carlo, dove avrebbe dovuto tenersi l'iniziativa fascista.
Camionette e poliziotti a difesa di una decina di fascisti di CasaPound, nascosti dietro lo schieramento poliziesco ma individuati dai compagni e dalle compagne. Il presidio antifascista ha quindi deciso di muoversi repentinamente, facendo il giro dell'isolato e sorprendendo alle spalle i fascisti. C'è stato un momento di scontro degli antifascisti contro il fascisti di CasaPound, intermezzato dalle cariche della polizia. Per una ventina di minuti gli antifascisti sono stati divisi in 2 tronconi, tensione palpabile e qualche manganellata, si sono poi riusciti a ricomporre nuovamente in piazza San Carlo.
La volante mobilitazione antifascista è riuscita nel suo intento, di impedire il banchetto di CasaPound, di sottrarre fisicamente e culturalmente ogni spazio di agibilità politica. Presenza inaccettabile che si è cacciata via, nonostante la compromettente ed evidente congiunzione tra fascisti e polizia, con i primi a fedele loro protezione ed i secondi "legittimati" a stare in piazza con mazze catene e cinghie.
In queste stesse ore, un corteo antifascista sta attraversando le strade di Pistoia per pretendere la liberazione di 3 compagn*, ingiustamente accusati di aver devastato una sede di CasaPound. L'appuntamento antifascista di Torino ha voluto quindi essere anche un ponte con quel che si sta dando a Pistoia.
Aggiornamento ore 16:30. Prosegue la mobilitazione antifascista e antirazzista nella piazza torinese. Il presidio di compagni e compagne, incassato il risultato della fuga dei fascisti di CasaPound, ha infatti deciso di muoversi e ritornare in direzione di piazza Castello. Strada sulla quale si è incontrata la presenza di un banchetto della Lega Nord, prontamente ribaltato in segno di assoluto disgusto del carattere razzista e xenofobo del partito di governo. Inoltre, la presenza delle camice verdi della Lega era anche suggellata dalla richiesta di sgombero della micro-clinica Fatih al csoa Gabrio...
Tutto ciò ha ovviamente rifatto salire la tensione, la polizia è tornata a caricare il presidio antifascista e antirazzista, un fronteggiamento che ha rifatto partire le manganellate della celere. Ma dinnanzi a ciò, nel salotto della città, si sono levate non poche voci di dispezzo nei confronti della Lega Nord e di biasimo per le forze dell'ordine da parte delle tante persone presenti per le strade del sabato pomeriggio.
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[24-10] manifestazione antifascista a Pistoia - manifestazione per il diritto alla casa a Firenze
Da Dada-tv.org
Qui sotto i video delle manifestazioni del 24 ottobre quella di Pistoia dove un grande corteo antifascista ha chiesto la liberazione dei tre antifascisti e ha ribadito il valore dell’antifascismo militante e il no alla repressione; quella di Firenze dove tanti migranti e non solo sono scesi in piazza per rivendicare il diritto alla casa.
domenica 18 ottobre 2009
Roma 17 ottobre 2009 - in 200.000 alla manifestazione antirazzista
L'appello alla manifestazione da 17ottobreantirazzista.org
Il 7 ottobre del 1989 centinaia di migliaia di persone scendevano in piazza a Roma per la prima grande manifestazione contro il razzismo. Il 24 agosto dello stesso anno a Villa Literno, in provincia di Caserta, era stato ucciso un rifugiato sudafricano, Jerry Essan Masslo.
A 20 anni di distanza, il razzismo non è stato sconfitto, continua a provocare vittime e viene alimentato dalle politiche del governo Berlusconi. Il pacchetto sicurezza approvato dalla maggioranza di centro destra risponde ad un intento persecutorio, introducendo il reato di “immigrazione clandestina” e un complesso di norme che peggiorano le condizioni di vita dei migranti, ne ledono la dignità umana e i diritti fondamentali.
Questa drammatica situazione sta pericolosamente incoraggiando e legittimando nella società la paura e la violenza nei confronti di ogni diversità.
Intanto, nel canale di Sicilia, ormai diventato un vero e proprio cimitero marino, continuano a morire centinaia di esseri umani che cercano di raggiungere le nostre coste.
E’ il momento di reagire e costruire insieme una grande risposta di lotta e solidarietà per difendere i diritti di tutte e tutti rifiutando ogni forma di discriminazione e per fermare il dilagare del razzismo.
Pertanto facciamo appello a tutte le associazioni laiche e religiose, alle organizzazioni sindacali, sociali e politiche, a tutti i movimenti a ogni persona a scendere in piazza il 17 ottobre per dare vita ad una grande manifestazione popolare in grado di dare voce e visibilità ai migranti e all’Italia che non accetta il razzismo sulla base di queste parole d’ordine׃
• No al razzismo
• Regolarizzazione generalizzata per tutti
• Abrogazione del pacchetto sicurezza
• Accoglienza e diritti per tutti
• No ai respingimenti e agli accordi bilaterali che li prevedono
• Rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro
• Diritto di asilo per rifugiati e profughi
• Chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE)
• No alla contrapposizione fra italiani e stranieri nell’accesso ai diritti
• Diritto al lavoro, alla salute, alla casa e all’istruzione per tutte e tutti
• Mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro
• Contro ogni forma di discriminazione nei confronti delle persone gay, lesbiche, transgender.
• A fianco di tutti i lavoratori e le lavoratrici in lotta per la difesa del posto di lavoro
Comitato 17 ottobre
lunedì 12 ottobre 2009
Pistoia 12 Ottobre: tre compagni antifascisti arrestati
Solidarietà ai compagni colpiti dall’ennesima azione repressiva.
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Intervista al compagno Lino del P-CARC da Radio Onda D’Urto
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Da http://www.senzasoste.it
Solidarietà agli arrestati: il comunicato del Movimento Antagonista LivorneseComunicato stampa sui fatti di Pistoia. Fuori tutt* subito!
Nella giornata di domenica a Pistoia sono stati arrestati due nostri compagni (tre in tutto) con l'accusa di lesioni e devastazione di un circolo fascista di Casa Pound.
Innanzitutto ribadiamo la totale estraneità degli arrestati a quei fatti visto che sono stati condotti in questura dopo oltre tre ore dagli stessi, prelevati da un circolo Arci a poche centinaia di metri da Casa Pound mentre stavano facendo un'assemblea regionale sul tema delle ronde.
E' quantomeno strano che persone che avrebbero compiuto un'irruzione all'interno di una sede fascista si ritrovino poi tranquillamente a poche centinaia di metri in assemblea senza preoccuparsi minimamente di eventuali rappresaglie o interventi delle forze dell'ordine. Esistono inoltre palesi contraddizioni , riportate anche dalla stampa, circa i partecipanti all’assemblea, che risultano completamente differenti dai profili attribuiti ai presunti autori del fatto.
A parte questa evidenza che smonta a priori la tesi degli inquirenti, non si capisce poi su quali basi siano stati comminati i tre arresti che rimangono in ogni caso una misura ingiustificabile per quel tipo di capi d'accusa. Probabilmente la presenza di un esponente del PdL all'interno della struttura al momento dell'irruzione ha fatto si che ci fossero pressioni politiche sulla questura stessa che per fare venti identificazioni ha impiegato 12 ore in cui non era nemmeno possibile parlare con chi stava dentro e nemmeno fornire assistenza medica ad una ragazza che necessita di una terapia particolare per problemi di salute.
Un atteggiamento di rappresaglia da parte della questura di Pistoia che non ha mai avuto nei confronti di ben due sedi fasciste che sono aperte nel giro di un paio d'anni in città: quella di Casa Pound e quella di Forza Nuova. Due gruppi di estrema destra che ormai scorrazzano anche in molte altre città della Toscana, tollerati e spesso coperti da amministrazioni e forze dell'ordine. La presenza di un consigliere del PdL all'interno della struttura ne è un esempio lampante. Alla luce dei fatti espost, chiediamo l'immediata scarcerazione dei compagni ingiustamente detenuti.
Al fianco dei tre compagni e di tutti gli antifascisti.
Movimento Antagonista Livornese
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Da www.carc.it
Aggiornamenti da Pistoia:
· due compagni arrestati e portati in carcere, gli altri sono stati rilasciati
· arbitri da parte di Digos e PS
· mobilitazione di solidarietà in corso per tutta la nottata
Riportiamo una breve comunicazione di un compagno della sezione di Cecina del P.CARC che è accorso a Pistoia dopo la notizia dell'irruzione poliziesca al circolo Primo maggio e del fermo dei compagni.
“Alle 19 di domenica la Digos ha fatto una irruzione nel circolo 1° maggio di Pistoia dove si stava svolgendo una assemblea per organizzare le mobilitazioni contro le ronde fasciste.
Dopo l’identificazione dei 25 compagni presenti, hanno perquisito il centro e portato i compagni in questura per “accertamenti”.
Quanto accaduto in Questura dimostra l'intenzione persecutoria e intimidatoria della PS contro quanti si organizzano e si mobilitano contro la riabilitazione del fascismo e il pacchetto sicurezza: assume un comportamento illegale (perquisizioni senza mandato, fermi pretestuosi) per intimidire, provocare e reprimere quanti si ribellano, si organizzano e si mobilitano contro la mobilitazione reazionaria, lo sdoganamento dei fascisti, il pacchetto sicurezza e le ronde e cerca di orchestrare un montatura politica per “pilotare” la sentenza del processo di Massa contro i compagni della Ronda Proletaria Antifascista del 25 luglio.
Alessandro della Malva, segretario della Federazione Toscana del P.CARC, già denunciato e imputato al processo di Massa e già sottoposto a obbligo di firma, e la sua compagna sono stati chiusi in una stanza al piano terreno mentre gli altri “fermati” sono stati portati tutti insieme in una stanza ai piani superiori.
A una compagna di Livorno, del Refugio, fermata e poi arrestata, con gravi problemi agli occhi è stato impedito il trasporto in ospedale e solo dopo le nostre proteste è stato permesso alla guardia medica di intervenire.
Immediata la mobilitazione dei compagni della Toscana di varie forze e organismi, singoli e associazioni che per tutta la notte, fino all'alba, hanno presidiato la Questura lanciando slogan e pretendendo la liberazione dei compagni fermati.
Tra i fermati ci sono anche due compagni minorenni ai quali è stato impedita la visita dei genitori. Uno di questi, a causa di un graffio al braccio, è stato portato in ospedale per verificare se potesse essersi procurato la ferita durante il presunto attacco a casa pound (responso negativo).
In mattinata sono stati liberati quasi tutti i fermati ad eccezione di Alessandro e della compagna di Livorno che sono stati trasferiti nel carcere di Pistoia con accuse che, ancora adesso, si fa fatica a capire.
Il compagno Alessandro è stato sottoposto a interrogatorio in modo del tutto illegale (assenza dell'avvocato, impedimento nel nominarne uno, ecc) e per questo si è rifiutato di rispondere: a detta della Digos, comunque “esistono elementi sufficienti per ritenerlo responsabile, oltre al riconoscimento da parte di un testimone”.
Ci appelliamo ancora ai comunisti, ai democratici, agli antifascisti affinché si mobilitino contro gli arbitri e gli abusi della Digos e della PS e in solidarietà dei compagni fermati e arrestati.
La mobilitazione delle ultime ore è stata una prima risposta che ha visto diverse componenti del movimento comunista, antifascista scendere in campo per la solidarietà di classe. Con più forza ci mobiliteremo nelle ore seguenti: teniamo alta la mobilitazione per la mobilitazione dei compagni.
Libertà per Alessandro e per la compagna di Livorno!
Chiudere i covi fascisti!
A breve ulteriori aggiornamenti sia sulla situazione dei compagni che sull'avanzamento delle iniziative e delle mobilitazioni di solidarietà.
Per info:
Segreteria Federale Toscana: 349.633.1272
oppure Centro Nazionale del P.CARC: 02.26.30.64.54
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mercoledì 7 ottobre 2009
Napoli 6 ottobre repressione e squadrismo non fermano le lotte. Solidarietà ai compagni!
Da Global Project
Dopo le mobilitazioni antifasciste una nuova aggressione da parte di Casa Pound
Casa Pound aggredisce studente napoletano
Oggi pomeriggio, intorno alle 14.00, uno studente della scuola superiore Margherita di Savoia, F.T., è stato aggredito appena fuori scuola da sei neo-fascisti! E' stato un vero e proprio agguato, perchè lo hanno atteso nell'androne della scuola, sapendo che F.T. è un protagonista delle mobilitazioni della sua scuola e che il Margherita di Savoia è una delle scuole la cui colpa è aver partecipato in massa alla manifestazione contro il neo-fascismo, il razzismo e il sessismo del 30 settembre (alla conclusione dell'anniversario delle 4 giornate di Napoli)! Il pestaggio è avvenuto tra l'androne e l'uscita della scuola dove si trova anche il gabbiotto dei bidelli che hanno assistito a un pezzo della scena. Il ragazzo è stato accompagnato al pronto soccorso dell'Ospedale Pellegrini da due insegnanti, fra cui l'insegnante Francesca Vetere. Gli hanno riscontrato la frattura a una costola e ora è in attesa dei risultati della Tac (che pensiamo e speriamo dovrebbero essere buoni perchè è lucido) in quanto ha ricevuto due evidenti botte in testa. Tra gli aggressori anche il portavoce "Boy Scout" (per alcuni giornali...) di Casapound Napoli. Boy Scout a parole, ma bravo a menare, in 5-6 contro uno, un ragazzino delle scuole superiori... Ora basta!Tanto tuonò che piovve...!Eppure non c'era bisogno di riprove della natura squadrista di questo gruppo, che fa parte di un'organizzazione nazionale protagonista di innumerevoli episodi del genere proprio contro gli studenti, gli immigrati ecc. Pezzo di un fenomeno in preoccupante crescita che secondo le stime dell'osservsatorio democratico ha prodotto negli ultimi 3 anni 329 aggressioni, 161 atti vandalici/danneggiamenti inneggianti al nazifascismo, 99 attacchi a sedi di centri sociali, partiti, sindacati, ANPI, 3 morti per mano di gruppuscoli di naziskin (Dax, Renato Biagetti, e Nicola Tommasoli). E si tratta sicuro di una sottostima, almeno per quanto riguarda le aggressioni ai migranti, che spesso non le denunciano pubblicamente.Non è possibile tollerare che questo fenomeno attecchisca anche a Napoli protetti dall'ipocrisia e dalla connivenza della destra "moderata" dei Ronghi e degli Schifone, che evidentemente rivivono i "fasti" della gioventù... Ora la rabbia è tanta, anche perchè è la seconda aggressione vigliacca in tanti contro uno dopo quella che avvenne in metropolitana a campi flegrei nel luglio scorso! Mentre scriviamo questo comunicato gli studenti si stanno raggruppando all'Università, mentre per la rete è convocato un presidio d'urgenza domani mattina alle ore 10.00 a piazza della metro di Materdei per contestare, ri-spiegare cosa fà questa gente e per dire che se ne deve andare subito dai quartieri di Napoli!!
Rete napoletana contro il neofascismo, il razzismo e il sessismo
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Da SLL
COMUNICATO STAMPA – APPELLO SLL - Sindacato Lavoratori in Lotta
Napoli 06/10/2009
Stamattina un gruppo di disoccupati aderenti al Sindacato Lavoratori in Lotta sono saliti sull’impalcatura utilizzata per i lavori di rifacimento della facciata di Palazzo Reale, adiacente Piazza Trieste e Trento, minacciando di gettarsi nel vuoto e sostenuti da circa 500 disoccupati, lavoratori e precari che sostano in presidio gridando slogan in loro sostegno e per l’occupazione.
La polizia ha caric
ato improvvisamente i manifestanti e ha poi fermato e portrati in questura una decina di loro. Durante gli arresti dei disoccupati, precari e lavoratori, la polizia continuava la sua opera di aggressione repressiva nei confronti di chi chiedeva la liberazione dei fermati. Dopo diverse ore, sette dei fermati sono stati rilasciati e tre sono stati trattenuti, tramutando il fermo in arresto. Dai nostri legali abbiamo appreso che alle ore 11:00 di domani 7 ottobre 09, saranno processati per direttissima. I compagni arrestati sono Agnese V. (precaria), Salvatore A. (disoccupato e militante del P. dei CARC) e Raffaella A. (disoccupata).Ancora una volta le istituzioni (Provincia di Napoli) sperperano denaro pubblico, considerato che, avviano corsi di orientamento per licenziati che hanno perso il lavoro dando loro un’elemosina di un corso di orientamento di circa 78 ore. In realta, coloro che hanno perso un lavoro debbano avere uno stipendio vero e non accontentarli con un’elemosina.
In realta i corsi di orientamento servono a chi un lavoro non lo ha mai avuto per orientarli al lavoro.
Adesso la Provincia di Napoli prende in giro i lavoratori licenziati, tentando di far passare un’elemosina per un posto di lavoro.
La tensione resta altissima e per la giornata del processo, il Sindacato Lavoratori in Lotta – per il sindacato di classe sarà in piazza per chiedere l’immediata liberazione dei compagni arrestati.
IN QUESTA CITTÀ SI CONTINUA A CARICARE ED ARRESTARE CHI RIVENDICA UN LAVORO O CHI LO DIFENDE.
FACCIAMO APPELLO A TUTTI I MOVIMENTI MAPOLETANI E ALLE FORZE SANE DELLA NOSTRA CITTÀ A PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE CHE SI TERRÀ DOMANI 7 OTT. ’09 ALLE ORE 9:00 CON CONCENTRAMENTO A PIAZZA MANCINI.
domenica 4 ottobre 2009
3 Ottobre, Bologna: centinaia per le strade contro omofobia, razzismo e fascismo
Da Infoaut.org
In centinaia in piazza per "spezzare il filo nero della paura". Musica, comunicazione e performance contro sessismo, omofobia, razzismo e fascismo.
In 500 hanno oggi attraversato le vie della città per la Stranabologna, l'iniziativa organizzata da Facciamo Breccia Bologna, Antagonismogay, Fuoricampo Lesbian Group, MIT, Frangette Estreme, Laboratorio Smaschieramenti e Figliefemmine, a cui hanno aderito diversi colletivi femministi, centri sociali e associazioni.
Un corteo non-corteo, come definito dagli stessi organizzatori, per sottolineare che Bologna non permette strumentalizzazione del problema omofobia: la vera emergenza sta nel tentativo di ridurre la complessità sociale utilizzando dispositivi eterosessisti. Un rifiuto a più voci di risolvere il problema con ronde e telecamere, ma attaccando la cultura e le istituzioni dentro cui cresce e si
diffonde l'omofobia."Riappropriamoci di questi luoghi, rendendoli abitabili e sicuri. Noi non siamo vittime, ma agenti di socialità e cultura!" viene spiegato nel momento in cui il percorso tocca alcuni luoghi in cui in passato sono avvenute aggressioni sessiste, razziste o fasciste.
La manifestazione si conclude in piazza Verdi, con musica e proiezioni di filmati.
3 Ottobre, manifestazione antifascista a Castellamonte (To)
Comunicato Comitato Antifascista Aldo dice 26x1
Negli ultimi anni le forze della destra stanno cercando con ogni mezzo, di denigrare le idee e i protagonisti della Resistenza per rimettere in pista coloro che hanno precipitato l’Italia, prima nella dittatura e poi nella seconda guerra mondiale a fianco della Germania nazista. E’ una operazione che avanza silenziosa, da parte di coloro che da sempre sono nemici degli ideali di giustizia, di democrazia, di solidarietà sociale, dei diritti collettivi delle lavoratrici e dei lavoratori, di cui la Resistenza fu portatrice ed interprete.
La decisione della Giunta Comunale di intitolare un ponte ad Almirante rientra in questo disegno reazionario inaccettabile.
Giorgio Almirante, infatti, da responsabile della rivista “La difesa della razza” (1938 – 1943) che forniva legittimità al razzismo italiano è stato un repubblichino della primissima ora dell’Italia di Salò. Picchiatore e fucilatore, ordinò nel suo ruolo di Capo di Gabinetto del Ministero della Cultura Popolare, e firmo' il noto manifesto che prevedeva la fucilazione alla schiena degli “sbandati ed appartenenti a bande”:ossia i partigiani. Nel 1946 fu il fondatore del Movimento Sociale Italiano per poi assumerne la guida fino all’87. Ebbe un ruolo di primo piano nella strategia della tensione, nella strage di Peteano (1972), in cui furono trucidati 3 carabinieri per mano di terroristi iscritti al MSI è stato riconosciuto a carico di Giorgio Almirante il reato di favoreggiamento aggravato verso gli autori materiali della strage.

La scelta della giunta comunale costituisce quindi una vera e propria aggressione contro la citta' di Castellamonte, insignita della medaglia d'argento al valore militare, e di tutta l'area del Canavese, protagonista diretta di una intensa lotta partigiana fortemente sostenuta dalla sua popolazione.
Invitiamo tutti i sinceri democratici, gli amanti della pace e della libertà a mobilitarsi, manifestando la propria indignazione contro la delibera della giunta di Castellamonte guidata dal Sindaco Mascheroni.Chiediamo la revoca immediata della delibera con cui si intende intitolare il ponte sul Rio San Pietro ad uno dei principali nemici della Repubblica Italiana, nata dalla Resistenza e dalla lotta di liberazione.
Negli anni 70 Almirante tento’ di svolgere un comizio nella citta’ di Castellamonte,gli Antifascisti Canavesani insorsero e Almirante se ne ando’ dalla citta’ sommerso dai fischi. Ieri come oggi confermiamo la nostra volonta’ di combattere i fascisti, si presentino in camicia nera o doppio petto,ma anche quelli che cercano di trincerarsi dietro le liste civiche!
Comitato Antifascista Aldo dice 26x1
mercoledì 30 settembre 2009
Napoli 30/9: oltre 5000 alla manifestazione antifascista. Scontri tra polizia e manifestanti
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domenica 27 settembre 2009
Parma 26 Settembre: antifascisti bloccano iniziativa di Casa Pound
Nel primo pomeriggio, informati dal Comitato antifascista del quartiere Montanara, hanno cominciato a riunirsi i primi compagni nei pressi della sede fascista. Dopo un paio d'ore, il numero è aumentato arrivando a più di cinquanta: giovani dei vari collettivi cittadini ma anche semplici abitanti del quartiere e anziani che il fascismo lo hanno vissuto e non ne voglion più sentir parlare. "Guai a sottovalutarli..." dice un signore.
Arrivano le 18, ma dei fascisti nemmeno l'ombra, eppure la loro iniziativa era fissata proprio per quest'ora. Un'altra mezz'ora, ed eccoli arrivare, una ventina di fascisti gira l'angolo, ma trova gli antifascisti disposti sulla strada, davanti alla loro sede. Viene scoraggiata così l'avanzata dei nipotini del duce che rimangno in silenzio e a debita distanza. Tanti slogan contro il fascismo, con la ferma decisione di non muoversi di lì. Mano a mano cominciano ad arrivare polizia e carabinieri, ma la situazione non cambia, per più di un'ora i fascisti sono costretti a starsene fermi a pendere atto della situazione. Ormai è chiaro, la loro iniziativa non si svolgerà.I fascisti infine vengono scortati dalla polizia fino alla loro sede, ma le sorprese non sono finite: le serrature delle saracinesche sono state bloccate e per altri quaranta minuti i fascisti se ne stanno impalati, esposti alla derisione dei presenti. Solo passando dalle cantine riescono infine ad entrare e aprire la sede.Niente male, l'obbiettivo (per oggi) è stato raggiunto, un piccolo corteo sfila per le vie del quartiere e si allontana, lasciando i fascisti nella loro sede, presidiata da una ventina di forze dell'ordine.Abbiamo avuto ancora più soddisfazione quando tornati a casa siamo venuti a conoscenza che perfino il Capo Supremo Iannone e il senatore del PDL Gramazio si sono dovuti celermente scomodare per gli avvenimenti di oggi.Ci spiace, cari Iannone e fascisti del Popolo delle Libertà, Parma è antifascista, qui non avete mai avuto vita facile e MAI ne avrete!
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martedì 1 settembre 2009
Bologna 2 Agosto 1980 - 2009
Video ed immagini della manifestazione del 2 Agosto 2009 anniversario della strage fascista alla stazione di Bologna nel 1980. Immagini della contestazione a Bondi ed immagini originali del 1980.
resoconto del Corteo della memoria fino a piazza dell'Unità
da Assemblea Antifascista Bologna
Bologna 2 Agosto 2009 intervista RdB-CUB
Intervista ad un compagno della RdB Cub di Bologna durante la manifestazione del 2 Agosto, anniversario della strage fascista alla stazione nel 1980.
Bologna 2 Agosto 2009 intervista Lista Reno
Intervista ad un compagno della Lista Reno di Bologna durante la manifestazione del 2 Agosto, anniversario della strage fascista alla stazione nel 1980.
Noi sappiamo, noi non dimentichiamo
La lista RENO partecipa al corteo storico delle ore 9 in ricordo delle persone che il 2 agosto del 1980 a Bologna sono state vittime del terrorismo fascista. Vittime e familiari che, ancora oggi, vengono violentate attraverso i depistaggi più assurdi, con la complicità di una informazione ormai svuotata di ogni principio di autonomia nel nome bieco dello scopo di lucro.
Noi sappiamo,
e saremo presenti con lo striscione che da anni srotoliamo con umiltà e determinazione e che con il passare degli anni ha visto stringere dietro ai propri contenuti un gruppo di persone sempre più numeroso.
LE BOMBE NELLE PIAZZE LE METTONO I FASCISTI, LE PAGANO I PADRONI, LE COPRONO I GOVERNI!
La lista RENO sostiene, la manifestazione successiva indetta alle 10,30 a firma Antifascisti/e e Antirazziste/i, sostenendo la necessità di creare una alternativa concreta che dia voce alla moltitudine di persone che non si riconosce, che non sopporta più i fiumi di parole di convenienza, spesi negli anni dai molteplici rappresentanti istituzionali, che si sono alternati in piazza Medaglie d'Oro, trasformando un momento di commemorazione e di rispetto per tutti coloro i quali hanno perso la vita quel giorno, per i familiari e per tutte le persone che quel giorno sono state testimoni della strage, in una indecente ed arrogante passerella elettorale.
Noi non dimentichiamo, quando non più tardi di due anni fa le parole vuote e di circostanza dei "papaveri" sul palco hanno calpestato, con estrema violenza, il rispetto per le vittime, arrivando a far spostare il suono della sirena alle 10,28 senza che dalla piazza si levasse un'unanime e doveroso coro di protesta, salvo poche realtà indipendenti, ovviamente aggredite fisicamente dai "democratici" simpatizzanti dei partiti e sindacati della maggioranza politica bolognese.
Tanto ci premeva
Lista RENO















