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venerdì 14 maggio 2010

BOLOGNA: FEDERAZIONE RdB EMILIA ROMAGNA SOTTO LA REGIONE CONTRO LA CRISI


Le ragioni degli inquilini resistenti in Regione
Si è conclusa la manifestazione indetta dalle RdB e da AS.I.A., iniziata con la carovana di auto, pulman, moto e biciclette e confluita nel presidio davanti alla regione per chiedere lavoro, casa e diritti.
L’ASIA a livello regionale rilancia la sua piattaforma: blocco degli sfratti, requisizione delle case sfitte, aumento delle case popolari e garanzie per gli inquilini con il mutuo prima casa. Abbiamo deciso oggi di fare sentire la nostra voce e ragioni in Regione, luogo amministrativo e politico che può e deve intervenire al più presto rispetto all’emergenza abitativa, una delle dinamiche più drammatiche della montante precarietà sociale che sta investendo la nostra regione. Non ci accontenteremo più delle parole, abbiamo bisogno di fatti. Fino ad oggi l’emergenza abitativa è stata trattata come un problema di ordine pubblico (per gli sfratti e le requisizioni popolari di case) questo non ha impedito che si sviluppasse un movimento di latta per la casa anche nella nostra regione. Rilanciamo quindi la mobilitazione attraverso i picchetti anti-sfratto e la difesa degli alloggi requisiti dagli inquilini in emergenza abitativa.


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giovedì 11 marzo 2010

GRECIA: SCIOPERO GENERALE CONTRO IL PATTO DI AUSTERITA'

Grecia: il Koe esprime solidarietà ai manifestanti, condanna l’attacco della polizia e chiama un’altra mobilitazione, ancora più pesante, contro il governo anti popolare Greco e contro il Patto di Stabilità europeo.

Queste mobilitazioni in tutto il Paese devono essere un punto di partenza per un unico grande sollevamento di tutti i lavoratori e di tutto il Paese, che obblighi il governo a pagare duramente i suoi sforzi di imporre al popolo le infami misure di Bruxelles. Oggi il popolo Greco, ha dato un chiaro messaggio al governo: o verranno soppresse le nuove misure, o verrà soppresso il governo!

Il KOE condanna l’attacco codardo delle forze speciali di polizia contro Manolis Glezos, l’ormai 87enne eroe della resistenza contro l’occupazione nazista. 70 anni fa Manolis Glezos salì sull’acropoli ateniese e bruciò la svastica nazista dando inizio simbolicamente alla resistenza greca; oggi, lo stesso partigiano, davanti al Palamento, è stato aggredito dai servi di Bruxelles e di Berlino!

Il KOE condanna l’altrettanto infame attacco delle forze speciali di polizia contro il gruppo parlamentale di SYRIZA, mentre cercavano di raggiungere la manifestazione. Questo comportamento oltrepassa ogni limite, ed è la pratica conseguenza della volontà del governo di soffocare l’economia e la società di questo Paese.

Il KOE denuncia la provocazione lanciata dal portavoce del Pasok, Christos Papotsis e di Andois Georgiadis, membri del partito di estrema destra LAOS, che hanno tacciato il KOE e lo SYRIZA come responsabili dell’attacco dei manifestanti contro Yiannis Panagopulos (presidente della Confederazione Generale del Lavoro). Questo attacco orchestrato al KOE e allo SYRIZA prova oltremodo fino a quanto il partito di estrema destra appoggi il governo del Pasok sia in Parlamento, che nelle sue provocazioni.

é noto a tutti come il KOE abbia una linea politica totalmente diversa da quella della Confederazione Generale del Lavoro, specialmente oggi che I lavoratori sono diventi il soggetto principale del vile attacco della classe dirigente e dei suoi governanti; ma è altrettanto noto che il KOE mette in pratica una linea politica che, come ha sempre fatto la sinistra, è politicamente e fermamente interna ai luoghi di lavoro e alla società.

É vergognoso che, nel giorno in cui il Pasok e il Laos hanno bruciato in Parlamento la conquiste di un intero secolo, lo stesso partito (questo vile rappresentante dei burattinai di Bruxelles) cerchi di coprire le sue responsabilità con una così meschina provocazione contro il KOE.

Il KOE, chiama a una manifestazione ancora più grande e combattiva. Oggi abbiamo dato battaglia, ma la lotta continua. Tutti in strada, finché le misure del governo non verranno cancellate, e finché il Patto di Stabilità non sarà abolito!

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sabato 20 febbraio 2010

[Milano 19/2/2010] Carovana della CUB tra le fabbriche in crisi di Milano e provincia

Servizio di Silvia Tagliabue, da CubVideo

La CUB ha organizzato una giornata di mobilitazione per collegare i lavoratori delle diverse fabbriche in lotta di milano e provincia. Una carovana che è partita dalla INNSE perché con la sua lotta vittoriosa ha mostrato che è necessario organizzarsi e resistere per non fare chiudere le fabbriche. Il capitale si ristruttura e i padroni approfittano della crisi per fare più profitti. Le storie dei lavoratori in presidio, della Mangiarotti, Marcegallia, Lares, Metalli Preziosi, Alfra Romeo, Eutelia, Novaceta e Maflow ci dicono che la speculazione immobiliare ha la meglio sulla produzione e che il governo e i commissari che spesso gestiscono queste crisi aziendali sono del tutto inadeguati al ruolo.
Servizio di Silvia Tagliabue.

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venerdì 19 febbraio 2010

[Crotone 18/2/2010] Vertenza Ex Sasol, operai esasperati occupano il tetto dell'azienda

Da CN24

Vertenza Ex Sasol, operai esasperati occupano il tetto dell'azienda
Crotone, intanto continua la protesta dei dipendenti di Villa Giose

Stipendi arretrati e non pagati e la ricerca di certezze, su un possibile rilancio dell'attività produttiva, sono le cause per cui gli operai della ditta Sasol di Crotone protestano da ieri. La manifestazione è iniziata nella tarda serata di ieri davanti ai cancelli dello stabilimento, sulla statale 106, ed è poi continuata per tutta la notte, quando alcuni di loro hanno occupato il tetto della fabbrica. La scorsa estate la ditta è stata ceduta alla società 'Kroton Gres 2000 srl' di proprietà dell'imprenditore emiliano Roberto Spaggiari, lo stesso proprietario della società 'Gres 2000', di recente dichiarata fallita dal Tribunale di Crotone. Da qui, i primi sintomi della crisi. Gli operai, infatti, hanno assistito allo svuotamento dei magazzini dalle materie prime e, terminate le scorte si sono ritrovati in fabbrica senza lavorare. Domenico Basile, segretario provinciale della Filctem-Cgil, ha spiegato :"Il mercato c'è, le richieste pure, molte aziende aspettano il prodotto. Perché la materia prima non c'è? Abbiamo rivolto un appello al titolare dell'azienda Roberto Spaggiari, lo aspettiamo, speriamo che risponda". Occupata da circa 70 dipendenti, che protestano da ieri mattina, la clinica Villa Giose. Anche in questo caso, si lamentano i mancati stipendi e un possibile rilancio della casa di cura, dove ormai non si effettuano più servizi sanitari da diverso tempo, a causa di una crisi finanziaria.

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martedì 16 febbraio 2010

[Roma 15/2/2010] Manifestazione lavoratori Ittierre davanti al Ministero per lo sviluppo economico


Oltre 300 lavoratori e lavoratrici della Ittierre di Pettoranello (IS) in manifestazione a Roma di fronte al Ministero dello sviluppo economico.

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domenica 14 febbraio 2010

[Cerro al lambro 12/2/2010] Cariche della polizia contro il picchetto dei lavoratori GLS

Da slaicobas Cremona

Venerdì 12/2/2010 ore 20.00 i lavoratori della cooperativa Papavero alla GLS di Cerro Al Lambro continuano la loro lotta nonostante le violente cariche della polizia.
Origgio e Brembo, ancora lotta di classe, ancora repressione sbirresca. Gli operai sono in gran parte immigrati, pagati 970 per circa 280 ore al mese. Mobilitazioni come queste vanno nel senso dell'emancipazione collettiva più di qualsiasi ricetta umanitaria, progetto assistenzialistico o chiacchiere sull'integrazione...
Alla fine gli operai, italiani ed immigrati, scandiscono: "il proletariato non ha nazione, internazionalismo, rivoluzione". quanto sono vere queste parole anche oggi! quanto sono vere fuori alla fabbrica alle 4 del mattino!

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martedì 9 febbraio 2010

[Roma 9/2/10] Manifestazione dei lavoratori del gruppo Merloni in difesa dei posti di lavoro

da c6.tv

Roma. Manifestazione a Roma degli operai del settore degli elettrodomestici(lavatrici,frigoriferi) del gruppo Merloni, per chiudere lintesa con il ministero sullaccordo di programma. I tentativi di accreditarsi le varie ipotesi ai fini della campagna elettorale sono assolutamente fuori luogo, serve, invece, limpegno di tutti per ottenere un risultato per i lavoratori coinvolti(qualche migliaio)Presenti lavoratori e sindacati tra cui Raffaele Bonanni.

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venerdì 5 febbraio 2010

[Cagliari 5/2/10] Sciopero Generale in Sardegna, 30.000 in piazza


Da contropiano.org


Cagliari . 30.000 in piazza per lo sciopero generale in Sardegna. Operai dell'Alcoa applauditi dalle finestre

Sono almeno 30 mila per gli organizzatori (20 mila per la Questura) i partecipanti alla manifestazione unitaria a Cagliari per lo sciopero generale teso a denunciare la crisi devastante del tessuto economico e produttivo della Sardegna. In testa al corteo, ci sono le fasce tricolori dei sindaci e quelle azzurre dei presidenti delle Province, uno striscione con lo slogan "lavoro, sviluppo, autogoverno: dalla crisi alle opportunità". Nelle prime file i lavoratori dell'Alcoa, applauditi da il resto del corteo e dalle molte persone affacciate alle finestre. All' Alcoa di Portovesme, anche ieri la tensione era alle stelle e i dirigenti aziendali sono stati allontanati dai lavoratori appena rientrati da Roma. Presenti anche le altre aziende in stato di crisi di tutte le aree industriali dell'isola. I lavoratori delle maggiori aree di crisi sono quelli Portovesme (Sulcis-Iglesiente), Ottana (Centro Sardegna) e Porto Torres (Sassari). Non è solo però il comparto industriale, con chimica e servizi, a essere in crisi. E' lunga infatti la lista delle aziende in crisi - i sindacati ne contano almeno 600 con circa 12 mila addetti che usufruiscono degli ammortizzatori sociali - ci sono tutti i distretti industriali, dalla metallurgia alla chimica di Ottana, per le quali vi sarebbe qualche spiraglio, a quella di Porto Torres, con gli operai ancora in cima alla Torre aragonese in attesa di risposte. Non mancano anche le vertenze degli altri territori e di altre attività produttive: il settore manifatturiero, quello lapideo, l'agroalimentare e l'edilizia. In piazza anche i problemi del pubblico impiego, in primis la scuola, e dei precari di oggi e di domani.Il corteo, dopo aver attraversato il centro cittadino, si è concluso in piazza Yenne, con gli interventi dei leader sindacali.

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[Portovesme 4/2/10] Operai Alcoa cacciano dirigenti dalla fabbrica


Oltre 500 operai dell'Alcoa di ritorno dalla manifestazione a Roma davanti a palazzo Chigi hanno deciso di cacciare dalla fabbrica i dirigenti dell'Alcoa per l'atteggiamento negativo tenuto da questi nell'incontro con il governo. Momenti di tensione si sono avuti quando un dirigente Alcoa in auto ha urtato alcuni lavoratori.

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[Roma 3/2/10] Alcoa: la lunga attesa dell'incontro a Palazzo Chigi

Servizi di Silvia Tagliabue da CubVideo


Dopo più di due mesi di lotta gli operai dell'Alcoa sbarcano nuovamente a Roma, questa volta per seguire quello che viene definito l'incontro decisivo tra governo, sindacati e proprietà. Si tratta infatti di impedire alla multinazionale americana dell'alluminio di mettere in atto l'annunciata fermata tecnica degli impianti per sei mesi a partire dal 6 febbraio e di evitare l'apertura della procedura di cassa integrazione per tutti i lavoratori.
L'Alcoa sta infatti costruendo dei nuovi impianti in Arabia Saudita e in Sud Africa e lo scorso novembre ha annunciato di voler chiudere i due stabilimenti italiani, quello sardo di Portovesme e quello veneto di Fusina, dopo aver ricevuto dall'Unione Europea una sanzione di 270 milioni di euro per aver goduto di una decennale tariffa scontata dei costi dellenergia. Senza queste agevolazioni la multinazionale ha dichiarato di perdere 8 milioni di euro al mese. Da qui la decisione di andarsene, lasciando a casa 2000 lavoratori.
La verità è che, ancor prima della multa sulle agevolazioni energetiche, l'Alcoa aveva iniziato a disinvestire dagli impianti italiani. Un anno e mezzo fa alla guida dello stabilimento di Portovesme è arrivato Marco Guerrini, che con la sua politica di tagli è stato soprannominato direttore meno 30%.
Il governo ha capito che la situazione in Sardegna sta diventando esplosiva e ha votato un decreto legge che abbasserebbe il costo dell'energia a 30 euro il kilowatora, come richiesto da Alcoa, per le aziende che risiedono in aree geograficamente depresse come la Sardegna e la Sicilia. L'incontro ha lo scopo di indurre Alcoa ad accettare l'offerta e a fare retromarcia dal proposito di fermare gli impianti.
Alle 20.30 è iniziato l'incontro a Palazzo Chigi e il presidio davanti a Montecitorio non smette di farsi sentire.
Intervengono anche le Brigate di solidarietà e i lavoratori dellEutelia a distribuire cibo e coperte.
A mezzanotte non si hanno ancora notizie sulla trattativa e aumenta la tensione tra gli operai che tentano di superare il cordone di polizia.
Sono le tre di notte quando escono i delegati sindacali per riferire dellesito dellincontro: l'Alcoa non ha voluto prendere nessun impegno perché non si fida del decreto legge sullabbattimento dei costi energetici varato dal governo italiano. Vuole essere sicura che venga approvato dall'Unione Europea, che però non si sa con certezza quando si esprimerà in proposito. Il governo allora ha convocato un altro tavolo per l'8 febbraio e ha intimato all'Alcoa di non fermare gli impianti, pena la requisizione degli stabilimenti.
Quando si è trattato di decidere che fare l'esasperazione degli operai si è fatta sentire. La CUB ha sostenuto lipotesi di rientrare subito in possesso degli stabilimenti perché è là il punto di forza di questa lotta.

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mercoledì 3 febbraio 2010

[Isernia 2/2/2010] Oltre mille in corteo per salvare la Ittierre


Oltre 1000 partecipanti al corteo dei lavoratori della Ittierre in difesa del posto di lavoro. La Ittierre che vede il suo principale stabilimento a Pettoranello, in provincia di Isernia, con i suoi oltre 700 dipendenti costituisce una delle principali fabbriche del Molise. La ITR da circa un anno è in amministrazione straordinaria, e recentemente i commissari hanno annunciato centinaia di licenziamenti (si parla di 500).
Il 2 febbraio i lavoratori della ITR hanno scioperato ed organizzato un corteo ad Isernia per difendere i posti di lavoro minacciati dal piano di ristrutturazione. Alla manifestazione, ai lavoratori dell'ITR si sono aggiunti lavoratori di altre realtà in lotta (come la Geomeccanica) e cittadini solidali. Nel video le immagini del corteo e la breve intervista ad una RSU della ITR ed al coordinatore regionale del PCL.

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martedì 2 febbraio 2010

[Roma 1/2/10] Continua la lotta dei lavoratori del Consorzio Ri.Rei da mesi senza senza stipendio e a rischio licenziamento

Da C6Tv

Roma. Regione Lazio. I lavoratori del consorzio Ri.Rei, che da tre anni gestisce, senza aver vinto alcun bando di gara, diversi centri di recupero in provincia di Roma, hanno presidiato la sede centrale della Regione Lazio per dire no al licenziamento, reclamare il pagamento degli stipendi degli ultimi tre mesi e salvaguardare i centri di assistenza disabili.Il braccio di ferro tra il Consorzio e la Regione sta di fatto aggravando ulteriormente la situazione: lennesimo mancato pagamento degli stipendi e le procedure per la messa in mobilità di oltre 200 dipendenti, e lincertezza riguardo alla continuità del diritto allassistenza per i disabili e le loro famiglie.

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[Magenta] Novaceta: la lotta degli operai per far ripartire la fabbrica

Servizio di Silvia Tagliabue da CubVideo

La Novaceta di Magenta è una fabbrica chimica leader mondiale nella produzione di filo di acetato, usato nell'industria tessile. Dal 2003, quando la proprietà è passata dallo SNIA alla famiglia Scimatti, è iniziato il declino, con un taglio drastico dell'occupazione, passata da 500 operai a meno dei 200 attuali. La crisi non è motivata da ragioni economiche, ma è il frutto di una volontà padronale di chiudere l'attività per fare speculazione edilizia sul terreno. La Novaceta occupa infatti una vasta area di 220mila metri quadrati alle spalle della stazione di Magenta.
Si arriva così al 30 giugno 2008, quando l'azienda di fatto chiude lattività mettendo tutti i 200 lavoratori in cassa integrazione. Non viene dichiarata la crisi, che potrebbe preludere al fallimento e al possibile salvataggio da parte di un nuovo industriale, e gli operai si trovano soli di fronte all'arroganza padronale che neppure rende noto un piano industriale. I sindacati confederali assecondano la proprietà e non sono neppure in grado di indire un'assemblea dei lavoratori o pensare ad alcuna azione sindacale.
I lavoratori si organizzano, fondano il Comitato Magentino Dignità e Lavoro (www.dignitaelavoro.blogspot.com), si rivolgono alla Allca-CUB e iniziano la lotta. Dapprima un presidio, poi, esasperati dal silenzio delle istituzioni, occupano la fabbrica e prendono anche il tetto, decisi a non mollare finchè la Provincia non costringerà a un tavolo di trattativa la proprietà immobiliare (Marcobi) e quella industriale (Fantoni) per arrivare alla ripresa immediata dellattività produttiva con la partecipazione alle decisioni degli operai costituitisi in cooperativa.
L'incontro del 28 gennaio in Provincia di Milano non ha portato ancora a iniziative concrete. Sono emerse nuove manovre poco chiare tra la proprietà immobiliare che ha dichiarato di voler cedere il terreno alla proprietà industriale, responsabile della situazione di chiusura attuale. E' anche stata ventilata la presenza di vari imprenditori interessati a rilevare la Novaceta, ma per ora tutto rimane piuttosto vago. La notizia positiva è la proposta di cessione della centrale termoelettrica per una cifra accessibile, cosa che permetterebbe l'immediata ripresa produttiva. La CUB ha ribadito la necessità di procedere al più presto all'apertura di tavoli tecnici per fissare le tappe della riapertura della Novaceta.

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sabato 30 gennaio 2010

[Cagliari 29/1/10] Gli operai dell'Alcoa bloccano l'aeroporto, la polizia carica.


Da Contropiano.org

Sardegna . Proseguono le proteste degli operai dell’Alcoa
Ieri la protesta degli operai dell’Alcoa ha investito l'aeroporto di Cagliari Elmas . I lavoratori tolto, a sorpresa il blocco sulla statale 131, dirigendosi verso lo scalo aereo. Bloccata la strada di accesso al terminal partenze, mentre un gruppo di operai e' entrato nell'aerostazione con uno striscione con la scritta 'Alcoa: rispetto e lavoro'. I manifestanti si sono poi diretti verso i cancelli per i controlli di sicurezza. Il vertice a Palazzo Chigi sul futuro dell’Alcoa in Sardegna, fissato per il 5 febbraio tra Governo, sindacati, azienda e Regione, non è stato ancora anticipato. La Regione Sardegna ha invitato il Governo a presentare una richiesta formale alla multinazionale di rinviare di 60 giorni la decisione di dismettere l’attività, ora annunciata per il 6 febbraio e dare così il tempo per l’approvazione del decreto legge sull’energia».
Scontri tra lavoratori Alcoa e polizia

Tafferugli tra polizia e carabinieri in assetto antisommossa e operai dell'Alcoa, sulla pista dell'aeroporto di Cagliari, che i lavoratori occupano da questa mattina l'aerostazione. Gli operai hanno permesso lo sbarco dei passeggeri di un aereo arrivato da Fiumicino, mentre e' tuttora bloccato un velivolo Meridiana. Sono stati fatti scendere, invece, i 131 passeggeri dell'aereo della Ryanair che sarebbe dovuto decollare alle 10:25 per Treviso.
Aggiornamento Ore 13,00
Chiuso l'aeroporto di Cagliari Elmas, dove e' in corso la manifestazione dei lavoratori dello stabilimento Alcoa di Portovesme. I voli in arrivo sono stati dirottati sugli scali di Olbia e Alghero. Aggiornamento Ore 14,30
Gli operai dell'Alcoa hanno sospeso l'occupazione della pista dell'aeroporto di Cagliari-Elmas, occupata per protesta. Oggi si e' toccata la massima tensione. Sulla pista scontri con la polizia. Per motivi di ordine pubblico i voli sono stati bloccati e dirottati su Alghero e Olbia. La situazione e' rientrata dopo che il prefetto di Cagliari Balsamo ha informato i sindacati che verra' anticipato al 2 febbraio a Palazzo Chigi l'incontro con i vertici della multinazionale.

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giovedì 28 gennaio 2010

MANIFESTAZIONE CONTRO LA CRISI A BOLOGNA



Si è svolta sabato 23 gennaio la giornata di mobilitazione contro la crisi indetta dal “coordinamento 23 gennaio”, sigla che raccoglie realtà del sindacalismo di base, degli spazi sociali, gruppi e organizzazioni della sinistra alternativa.

Alla mobilitazione hanno partecipato lavoratori e disoccupati che stanno pagando la crisi, famiglie in sofferenza abitativa e migranti che chiedono un lavoro sicuro, reddito sociale, la casa e diritti di cittadinanza.
Il pomeriggio si è aperto con una piazza tematica a partire dalle 15.30 in piazza dell’Unità, dove si sono avvicendati musica e interventi, che ha visto la partecipazione di circa 500 persone.
E’ poi proseguito con un colorato e rumoroso corteo che ha attraversato la città fino a piazza Verdi coinvolgendo 1500 manifestanti.
Malgrado il divieto di concludere il corteo in piazza Maggiore, a causa dell’antidemocratico divieto di manifestare nelle vie del centro, un gruppo di lavoratrici è riuscito a raggiungere il Nettuno con uno striscione che recitava il seguente slogan: “Contro la crisi-Bancomat per tutti-Paga la Regione ” suscitando la simpatia e la solidarietà dei cittadini.
Questa giornata è la tappa di un percorso che vuole mettere al centro dell’agenda politica della città gli interessi popolari oggi attaccati dalla crisi, superando le vertenze di settore per costruire un fronte comune di lotta.
24 gennaio 2010

Federazione RdB Bologna

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lunedì 25 gennaio 2010

[S.Giuliano Milanese] DHL: 70 lavoratori della cooperativa scaricati via fax

Servizio di Silvia Tagliabue da CubVideo

Il gruppo DHL, specializzato in consegne e recapito di corrispondenza, ha inviato via fax la lettera di licenziamento a 70 lavoratori della cooperativa Padana Servizi di San Giuliano Milanese (Milano). Si tratta di lavoratori immigrati di tutte le nazionalità, che lavorano da più di dieci anni per la DHL, ma attraverso diverse cooperative che si succedono nel tempo.

Giovedì c'è stata una delegazione sindacale in Prefettura, che si e' impegnata a ''convocare le parti nel giro di un paio di giorni''.
Come spiega Walter Montagnoli della CUB, la DHL non ha spiegato alle autorità i motivi del licenziamento dei lavoratori e si e' persino rifiutata di ricevere i loro rappresentanti. Una ragione potrebbe essere che dopo tanti anni di servizio ininterrotto l'azienda ha voluto evitare di trovarsi costretta ad assumere direttamente nel suo organico i lavoratori. Senza contare che si tratta di persone coscienti dei propri diritti e ben sindacalizzate con la CUB.

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lunedì 11 gennaio 2010

[Trezzano sul Naviglio (MI) 11/1/10] Maflow: gli operai occupano la fabbrica

Da Cub Video
Servizio di Silvia Tagliabue.
Questa notte i lavoratori della Maflow di Trezzano sul Naviglio, in provincia di Milano, hanno occupato la fabbrica e sono ora raccolti in presidio davanti ai cancelli e sul tetto finchè non verranno prese le decisioni necessarie per garantire un futuro all'azienda. L'FlmUniti CUB afferma la necessità di premere sul governo perchè vengano ripristinati immediatamente gli ordinativi del principale cliente della Maflow, la BMW, e perchè anche Fiat allarghi le sue commesse alla fabbrica del Milanese.
La Maflow è una multinazionale che produce tubi per il condizionamento delle vetture e che, a seguito di una gestione aziendale e finanziaria disastrosa, è finita in amministrazione controllata. In tutti questi mesi però i commissari del governo non sono stati in grado di rilanciare la produzione. Anzi, è notizia di settimana scorsa che la BMW ha deciso di rifornirsi presso un'azienda tedesca. Per i 330 lavoratori della Maflow, da due mesi in cassa integrazione, perdere un cliente come la BMW significa compromettere la possibilità che un nuovo imprenditore acquisti e rilanci l'azienda.
La FlmUniti CUB invita tutti i delegati e i lavoratori a portare la propria solidarietà e a sostenere la lotta degli operai in presidio alla Maflow, in via Boccaccio 1, a Trezzano sul Naviglio.

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giovedì 31 dicembre 2009

[Brembio (LO) 31/12/09] la polizia carica gli operai in lottacontro i licenziamenti


Ancora una fabbrica, ancora l'annuncio di licenziamenti imminenti, ancora la lotta e la repressione !!
Succede a Brembio dove diversi operai della "Rsz New Projects società cooperativa" non ci stanno a rimanere in silenzio di fronte al licenziamento ed iniziano la lotta picchettando l'entrata dello stabilimento. Al sopruso del padrone, si aggiunge quello dello Stato che manda subito i suoi sgherri a difendere chi licenzia. Carabinieri e poliziotti hanno provato a chiudere la bocca agli operai con intimidazioni, ma i lavoratori non hanno ceduto. Per questo le guardie sono passate alle vie di fatto: risultano feriti 4 operai e due sono i fermati. Oggi come sempre: la repressione non ferma le lotte. Solidarietà agli operai di Brembio. Solidarietà a chi resiste!

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sabato 26 dicembre 2009

[Caserta 25/12/09] Continua l'occupazione del Commissariato ai rifiuti. Comunicato della notte di Natale

Gli operai iscritti alla FLAICA CUB non firmatari della proposta di contratto a tempo determinato del Consorzio Unico di Bacino NA 1, che gestisce l'igiene ambientale in alcuni paesi del napoletano, occupano gli uffici dello stesso Consorzio in presidio permanente per rivendicare il diritto allo stipendio ed al contratto a tempo indeterminato. Questo è il comunicato emesso in data 24/12/2009, durante la notte della vigilia di natale.

Comunicato Flaica Cub Caserta
Già da diversi giorni i lavoratori iscritti alla FLAICA CUB del Consorzio Unico di Bacino Napoli 1, che gestiscono il delicatissimo settore dell’igiene ambientale in Campania, sono impegnati in una vertenza contro l’ente per cui lavorano, che li ha portati ad occupare gli uffici del Consorzio siti in corso Giannone a Caserta, e che li vede ancora mantenere tale presidio permanente ad oltranza, nonostante le festività natalizie.
L’azienda vuole costringere i lavoratori a firmare un contratto fortemente peggiorativo per i lavoratori, che, differentemente da quanto accade oggi, risultando attualmente assunti con contratto a tempo indeterminato, li costringerebbe ad avere un contratto a tempo determinato di soli tre mesi.
Tutto questo in opposizione alla più recente legislazione vigente in materia.
Di fronte al rifiuto da parte dei lavoratori di firmare il nuovo contratto, l’azienda nega da mesi lo stipendio ai lavoratori, attuando una forma di ricatto ignobile quanto inconcepibile, specie davanti alla considerazione che in questi mesi i lavoratori hanno comunque prestato regolarmente servizio lavorativo.
Nonostante la mobilitazione dei lavoratori la controparte non solo non ha dato ascolto a chi sta passando il periodo di festività natalizia in estremo disagio, ma non si è voluta nemmeno sedere al tavolo per discutere. I Lavoratori, ormai stanchi di aspettare passivamente, hanno cominciato pertanto a mobilitarsi con maggiore energia, dapprima occupando il tetto del palazzo che ospita il Consorzio Unico di Bacino, poi ancora bloccando per ben 10 ore Corso Giannone, a Caserta, che sarebbe la strada prospiciente lo stesso Consorzio, ed alla fine, come suddetto, occupando gli uffici.
È evidente come il passaggio di contratto apra la porta non solo alla perdita di diritti acquisiti, ma anche alla perdita stessa del posto di lavoro.
In altre parole emerge come ci sia la volontà di scaricare sui lavoratori, così come sugli enti locali, in particolare i comuni, i costi del fallimento nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti, da parte del Governo e della gestione commissariale.
Proprio per questo, più in generale, torniamo a criticare aspramente la condizione della gestione dei rifiuti in Campania, non risolvibile senza lo smantellamento dell’intreccio di clientele politiche, affari (e malaffari) privati e direzioni manageriali strapagate e spesso incompetenti.
Da questa situazione dal nostro punto di vista non si esce senza la ripubblicizzazione dell’intero ciclo dei rifiuti e tutelando tutti i posti di lavoro.
C’è bisogno che tutte le forze politiche sinceramente democratiche e sensibili alle tematiche di lotta, attivino quei canali che avranno a disposizione, a livello istituzionale, affinché si sblocchi questa situazione.
Invitiamo ancora una volta tutti a garantire in questi giorni sostegno alla lotta, attraverso la partecipazione al presidio, e a mettere in campo tutte le forme di solidarietà necessarie per la difesa dei lavoratori e dei loro diritti.

FLAICA UNITI CUB – CASERTA
http://cubcaserta.blogspot.com/

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mercoledì 23 dicembre 2009

[Caserta 23/12/09]Continua l'occupazione del commissariato ai rifiuti da parte dei lavoratori Geo-Eco

Continua la lotta dei lavoratori Geo-Eco da tre mesi senza stipendio.
Nel video, una scena sulla prima note di occupazione del commisariato. All'occupazione, insieme ai lavboratori Geo Eco partecipano studenti e realtà di movimento solidali.


articolo sulla lotta Geo Eco da tuttiinpiazza.it

Occupata la sede del Commissariato Rifiuti
I lavoratori del consorzio di igiene urbana Geo-Eco, senza stipendio da tre mesi, tornano a presidiare il Commissariato di Governo in Corso Giannone

Occupata la sede del Commissariato Rifiuti

Caserta : Un Natale di lotta con tanto di Babbo Natale in passamontagna: è quello che si prospetta per i lavoratori della Geo-Eco, la società che gestisce i rifiuti in 26 Comuni compresi nell'area di Aversa, Capua e Santa Maria Capua Vetere.

Un po' di storia. Il consorzio, nato nel lontano 1995 come società a totale capitale pubblico, impiega circa 800 dipendenti e impianti, mezzi e attrezzature per un totale di oltre 4 milioni di euro: opera nella gestione dell'igiene urbana, nel trattamento dei rifiuti, nella raccolta differenziata e nelle bonifiche ambientali.
Grossi lavori e enormi guadagni: questo almeno fino allo scoppio dell'emergenza rifiuti, quando il consorzio si ritrova nell'occhio del ciclone, al centro di uno scandalo che rivela inquietanti retroscena sui legami tra istituzioni e camorra relativi al business dei rifiuti.

Al proposito Rc e Pdci sollevarono polemiche rispetto alle posizioni delle amministrazioni, accusate di badare poco alla grave crisi della GeoEco e troppo a mantenersi stretti le poltrone... ma la frittata era fatta e il Consorzio sprofondò in una crisi da cui non riuscì più ad emergere.

La mobilitazione. Il primo effetto della crisi fu il taglio degli stipendi: da tre mesi i lavoratori non percepiscono più il salario. Davanti all'inidfferenza dell'azienda, l'11 dicembre decisero perciò di montare un presidio di protesta sotto al King House, in pieno centro a Caserta: immediata la reazione delle forze dell'ordine, pronte a sedare gli animi a modo loro.

E così, mentre i manager rimanevano asserragliati dietro le loro scrivanie nel palazzo di Corso Giannone e la polizia caricava i lavoratori, due di loro minacciavano di buttarsi dal tetto del palazzo se le loro richieste non fossero state accolte ed altri venivano medicati per le ferite riportate durante gli scontri.

La ditta, davanti alle minacce e all'esasperarsi del conflitto, si dimostrò disposta ad intraprendere le trattative e gli operai ritornarono alle loro case; nei giorni scorsi però, il fallimento definitivo degli accordi� tra i dipendenti in rivolta e i manager della Geo-Eco ha portato i primi ad inscenare una nuova protesta: il 20 dicembre� hanno di nuovo montato il presidio sul Corso Giannone, creando notevoli disagi alla cittadinanza, tanto immersa negli ultimi acquisti natalizi da avere ben poco tempo per interessarsi alle crisi sociali e da liquidare la protesta con un laconico "ma proprio sotto Natale lo dovevano fare sto sciopero?".

I lavoratori sono rimasti per giorni a dormire sul posto e la Rete dal Basso, unione di collettivi e centri sociali della provincia ha sostenuto la rivolta con la propria solidarietà e con cibo, bevande e coperte.

Tra l'altro ieri la città è stata praticamente bloccata dalla protesta in strada del Consorzio, durata ben 10 ore e coincisa con quella degli ex dipendenti Ixfin, che hanno letteralmente paralizzato la circolazione nel capoluogo.

Finalmente ieri uno spiraglio di apertura: la Prefettura di Caserta, operando da intermediaria verso quella di Napoli, � riuscita ad indire l'apertura di un tavolo conciliativo, previsto per oggi proprio a Napoli. Ma il presidio rimane.

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