Si è concluso il presidio di ASIA-USB in via Calindri, quartiere san donato. Dalle 7.00 di questa mattina un gruppo di inquilini resistenti ha cercato di bloccare l'ennesimo sfratto. Per eseguire lo sgombero,contro un nucleo famigliare di 4 persone, stati utilizzati decine di agenti tra polizia, carabinieri, mobilie, digos e vigili urbani. Per tutta la mattina l'intera via è stata bloccata.
Dopo tutta la propaganda del cosidetto "blocco degli sfratti" firmato da CGIL-CISL-UIL e dalle associazioni di categoria, siamo al punto di partenza: gli sfratti continuano cosi come la rendita e la speculazione.
Le famiglie, i settori popolari che subiscono la precarietà sociale sono immeditamente investiti dall'emergenza abitativa, e questo dato è destinato ad aumentare nell'attuala fase di crisi economica.
Abbiamo un sistema sociale di welfare al collasso, per stessa ammissione degli addetti che ci lavorano, in queste settimane la CASA POPOLARE DODI MARACINO si è riempita di persone che erano costrette a vivere in macchina, per la loro condizione di disoccupati, cassa-integrati, in mobilità o precari, visto che gli assistenti sociali non gli davano nessuna soluzione praticabile. Abbiamo richiesto che si avvi una trattativa per rendere regolare la CASA POPOLARE DODI MARACINO, cosi come riteniamo necessario avviare un confronto a livello regionale affinche si metta in cantiere un effettivo piano casa per contrastare l'emergenza abitativa e che questa non venga più vissuta come un problema di ordine pubblico.
E' ormai da diverso tempo che denunciamo che gli assistenti sociali non possono sostenere il problema dell'emergenza abitativa sul nostro territorio, cosa che non rigurda più unicamente il problema abitativo, ma investe le diverse emergenze legate alla precarietà sociale. E' per questo motivo che i pichetti anti-sfratto andranno avanti cosi come le requisizioni di case sfitte private. Oggi una nuova famiglia vivrà alla Casa Popolare Dodi Maracino, la loro resistenza di questa mattina non è stata inutile.
PER
blocco degli sfratti
requisizione delle case private sfitte
tutela degli insolventi al mutuo prima casa
case popolari
CONTRO
rendita e speculatori
Associazione Inquilini e Assegnatari (ASIA-USB) Bologna
www.asia.rdbcub.it
lunedì 24 maggio 2010
BOLOGNA: tensioni allo sfratto dell'ennesima famiglia
venerdì 14 maggio 2010
BOLOGNA: FEDERAZIONE RdB EMILIA ROMAGNA SOTTO LA REGIONE CONTRO LA CRISI
Le ragioni degli inquilini resistenti in Regione
Si è conclusa la manifestazione indetta dalle RdB e da AS.I.A., iniziata con la carovana di auto, pulman, moto e biciclette e confluita nel presidio davanti alla regione per chiedere lavoro, casa e diritti.
L’ASIA a livello regionale rilancia la sua piattaforma: blocco degli sfratti, requisizione delle case sfitte, aumento delle case popolari e garanzie per gli inquilini con il mutuo prima casa. Abbiamo deciso oggi di fare sentire la nostra voce e ragioni in Regione, luogo amministrativo e politico che può e deve intervenire al più presto rispetto all’emergenza abitativa, una delle dinamiche più drammatiche della montante precarietà sociale che sta investendo la nostra regione. Non ci accontenteremo più delle parole, abbiamo bisogno di fatti. Fino ad oggi l’emergenza abitativa è stata trattata come un problema di ordine pubblico (per gli sfratti e le requisizioni popolari di case) questo non ha impedito che si sviluppasse un movimento di latta per la casa anche nella nostra regione. Rilanciamo quindi la mobilitazione attraverso i picchetti anti-sfratto e la difesa degli alloggi requisiti dagli inquilini in emergenza abitativa.
venerdì 30 aprile 2010
[Modena 30/4/2010] il Guernica è tornato
Da infoaut nodo di Modena http://www.infoaut.org/modena/
Nel video il corteo del 17 Gennaio 2010 in seguito allo sgombero della prima occupazione del Guernica
Sin dai primi momenti dell'occupazione numerose persone hanno raggiunto lo stabile occupato cominciando a collaborare coi ragazzi del Guernica nella sistemazione del posto, trovato sul momento visibilmente lasciato al completo degrado.
Con questa occupazione il Guernica rilancia il progetto messo in piedi con la prima occupazione dell' ex concessionaria Ford, terminata dopo lo sgombero ai primi di gennaio. Questo progetto vede la realizzazione di vari laboratori, di una palestra popolare e di sale prove, oltre ad offrire alla città di Modena una socialità diversa da quella che da sempre cercano d'imporre.
Riportiamo qui a seguito il programma dello Spazio Antagonista Guernica
SABATO 1 MAGGIO: REGGAE AGAIN at GUERNICA: a BIG dancehall - hip hop - reaggea NIGHT BIZZARRI SOUND - JUNGLE ARMY - LICKWEED MOVEMENT - JIMMY SPLIFF SOUND.
LUNEDI' 3 MAGGIO: cineforum ATTRATTIVA ALTERNATIVA delle 21,30 proiezione di "CENTO PASSI".
MARTEDI' 4 MAGGIO: dalle 21,30 ASSEMBLEA PUBBLICA.
GIOVEDI' 6 MAGGIO: primo incontro del nuovo progetto LABORATORIO FOTOGRAFICO.
VENERDI' 7 MAGGIO: serata ROCK con dj MARA e DANI MANI.
SABATO 8 MAGGIO: GOOD TIME FOR A MINIMAL NIGTH dj - set minimal con TACHELES.
Riportiamo anche il comunicato del GUERNICA al momento dell'occupazione
IL GUERNICA E' TORNATO
Oggi 30 aprile torna finalmente a prendere vita lo Spazio Antagonista GUERNICA, uno spazio fortemente voluto da molte realtà modenesi, dai precari che lottano ogni giorno per il loro futuro, dagli studenti che non vogliono accettare la nuova riforma che trasforma le scuole in fabbriche; dai lavoratori ormai stanchi di avere sulle spalle tutto il peso di una crisi che non hanno creato loro, ai giovani ormai soffocati in una città che non riesce più ad offrire una possibilità a chi vuole decidere della propria vita, in maniera autonoma e fuori dagli schemi che questa società ci impone.
Viviamo in una città ormai impazzita, che come unica risposta alle istanze di cambiamento riesce dare solo divieti, polizia per le strade, telecamere e controllo sociale, dove non è più possibile bere una birra per la strada con i propri amici e dove non si riesce più ad avere una socialità spontanea, fuori dalle logiche del profitto e dove tutto il divertimento è delegato ai soliti locali nei quali bisogna essere tutti conformati ad uno standard e dove bisogna spendere molti soldi.
Abbiamo occupato uno stabile vuoto da diversi anni, perché crediamo che la legalità sia far tornare vivere luoghi abbandonati destinati al degrado e non l'appellarsi delle istituzioni che non riescono o non vogliono dare soluzione e che molto spesso si rifugiano nel silenzio per non affrontare i problemi reali che viviamo tutti i giorni. E' per questo siamo convinti che difronte al silenzio sia giusto fare qualche cosa in prima persona, per fare tornare a vivere questa città e per riprenderci il nostro futuro!
Il GUERNICA è un luogo aperto a tutti, un laboratorio dove iniziare a costruire rapporti sociali diversi, non basati sui canoni che questa società ci impone, ma basati su lavori quali l'antifascismo, l'antisessismo, e l'antirazzismo, dove realizzare insieme i nostri sogni tramite la pratica dell'autogestione; infatti non ci sono capi o schemi da seguire, ma tutti noi che vogliamo il GUERNICA siamo chiamati in prima persona a far vivere questo posto, perché difronte alle minacce di sgombero l'unica soluzione è la lotta per avere spazi di autonomia, perché
MODENA VUOLE IL GUERNICA
Spazio Antagonista GUERNICA
Per raggiungere il nuovo Guernica:
- Dal centro di Modena prendere la direzione Baggiovara, passato il ponte della tangenziale girare subito a destra.
- Dalla tangenziale prendere l'uscita 17 B (motorizzazione).
- Dalla complanare prendere l'uscita in direzione Baggiovara.
- In autobus prendere l'11 e il 13.
Capovolgendo l'antico adagio, "le belle notizie non giungono mai sole": anche la città di Modena vede oggi l'apertura di un nuovo nodo informativo di Infoaut. Dopo l'apertura del nodo pisano avvenuto una settimana fa, anche nella provincia modenese apriamo un nuovo spazio di comunicazione e (nel) conflitto. Un altro pezzo di comunicazione in rete, contro il media mainstream e i poteri forti della normalizzazione e delal compatibilità sociale.
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martedì 27 aprile 2010
( BOLOGNA): 25 APRILE DEGLI INQUILINI RESITENTI
E’ STATO REQUISITO IN VIA LEGNANO (QUARTIERE BORGO PANIGALE) UN EDIFICIO SFITTO DA ANNI: QUESTA REQUISIZIONE POPOLARE E’ UNA FORMA DI RIAPROPRIAZIONE DELLA COSA PUBBLICA DA PARTE DEGLI INQUILINI RESISTENTI, CHE CHIEDONO ALLOGGI PER CONTRASTARE L’EMERGENZA ABITATIVA.
I PADRONI, LE BANCHE E LA POLITICA VOGLIONO FAR PAGARE LA CRISI ALLE CLASSI POPOLARI, E SPECULARE SULL’EMERGENZA ABITATIVA, FOMENTANO LA GUERRA TRA POVERI, MENTRE LORO VIVONO TRANQUILLAMENTE NELLE VILLE SUI COLLI BOLOGNESI. SI REG
ALANO SOLDI AI GRANDI COSTRUTTORI E ALLE BANCHE MENTRE SI SVENDE QUELLO CHE RIMANE DELL’EDILIZIA PUBBLICA. GLI INQUILINI RESISTENTI DI VIA LEGNANO SONO OPERAI, PRECARI., DISOCCUPATI CHE RESISTONO E NON VOGLIONO PAGARE LA CRISI. UOMINI E DONNE CHE HANNO PERSO LA CASA PER COLPA DI AFFITTI E MUTUI INSOSTENIBILI, SOTTO SFRATTO, IN ATTESA DA ANNI PER LA CASA POPOLARE. LE LORO RICHIESTE SONO SEMPLICI: BLOCCO DEGLI SFRATTI, REQUISIZIONE CASE SFITTE, CASE POPOLARI E SOSTEGNO AL MUTUO PRIMA CASA.
CHIEDIAMO A TUTTA LA CITTADINANZA DI SOLIDARIZZARE CON L’OCCUPAZIONE POPOLARE.
lunedì 26 aprile 2010
25 aprile: Gli antifascisti sbarrano il passo all'ipocrisia nelle piazze a Roma e a Milano
da contropiano
accompagnati dalla deputata del PdL Fiamma Nirenstein, si erano avvicinati per distribuire un volantino in cui, a nome della Brigata Ebraica, rivendicavano il contributo del sionismo e rinnovavano la solidarietà a Israele. Gli antifascisti, convenuti per commemorare la lotta di liberazione dall’occupante nazifascista, hanno scandito slogans ricordando che Israele è lo stato che da oltre sessant’anni occupa i territori del popolo palestinese e lo sottopone a massacri, espulsioni e regime di apartheid. La Digos ha annunciato nel pomeriggio di ieri di aver identificato e denunciato due giovani dell'area dei centri sociali. Nella mattinata di ieri Polizia e Digos hanno bloccato e identificato, in viale 21 aprile, 17 persone mentre si apprestavano a iniziare l’attacchinaggio di circa 4000 manifesti inneggianti al fascismo e con l’effige di Benito Mussolini. Tra questi un trentenne esponente di Forza Nuova già denunciato in passato per aver partecipato ad aggressioni e pestaggi ai danni di giovani e studenti di sinistra.Contestazioni anche a Milano nel pomeriggio contro la partecipazione al corteo del 25 aprile del sindaco Letizia Moratti e del presidente della provincia Podestà, bersagliati da slogan contro il fascismo. Anche in Piazza del Duomo la contestazione è continuata ed è salita di tono con alcuni centri sociali che hanno cercato di avvicinarsi al palco ufficiale con il loro camion da cui lanciavano slogan contro la partecipazione di esponenti della destra alle celebrazioni della liberazione. Contro le contestazioni il Pd si unisce al PDL nel chiedere mano ferma contro i responsabili: il partito di Bersani ha addirittura annunciato interrogazioni al ministro dell'Interno Roberto Maroni per aver permesso che i contestatori si avvicinassero al palco di piazza Duomo. Anche il segretario della Camera del lavoro della città lombarda, della Cgil, contesta quello che chiama il lassismo della polizia. Il centro sociale il Cantiere, messo sotto accusa per la contestazione di ieri a Milano, esprime 'rispetto' per l'associazione partigiani e per i reduci ma chiede spiegazioni all'Anpi per la presenza sul palco del 25 aprile di ''chi finanzia le iniziative dei nazifascisti oggi''. I militanti del centro sociale hanno spiegato di riferirsi in particolare alla settimana di eventi dell’estrema destra 'finanziata dagli enti locali milanesi'. 'Abbiamo sempre avuto e ribadiamo il nostro rispetto per quanto Anpi e reduci hanno subito durante il nazifascismo e per quanto hanno fatto per combatterlo - hanno detto al termine della manifestazione - ma vorremmo ci fosse rispetto anche per i giovani antifascisti milanesi''.
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lunedì 12 aprile 2010
[11/4/2010] Afghanistan, fermati a Lashkargah tre operatori italiani di Emergency
Tre operatori italiani dell'ospedale di Emergency a Lashkargah, nella provincia meridionale di Helmand, sono stati fermati dalle forze di sicurezza afgane e dalle truppe britanniche Isaf (entrate armate nell'ospedale: VIDEO) con l'accusa di coinvolgimento in un complotto per organizzare attentati suicidi e per assassinare il governatore locale, Gulab Mangal. I tre italiani sono Marco Garatti, coordinatore medico del progetto di Emergency in Afghanistan, Matteo Dell'Aira, infermiere capo dell'ospedale di Lashkargah, e Matteo Pagani, logista dello stesso ospedale. Assieme a loro sono stati fermati altri sei dipendenti afgani dell'ospedale. Secondo Daud Ahmadi, portavoce del governatore di Helmand, le forze di sicurezza che hanno fatto irruzione nell'ospedale di Emergency hanno trovato nel magazzino dell'ospedale giubbotti esplosivi, granate e armi da fuoco. Non si sa dove i nove fermati siano detenuti. La sede milanese dell'ong non e' ancora riuscita a parlare con loro.

La reazione di Emergency. "Quando abbiamo provato a chiamare il telefono di uno dei nostri operatori - ha dichiarato Maso Notarianni, responsabile comunicazione di Emergency - ha risposto un uomo che si e' qualificato come appartenente alle 'forze britanniche Isaf', ci ha assicurato che gli italiani erano con lui e stavano bene, ma non ce li ha passati". "L'accusa di un qualsiasi complotto o del favoreggiamento di qualsiasi azione violenta è assolutamente ridicola", ha detto Notarianni. "Chiunque, qualsiasi afghano medio, ridirebbe del fatto che qualunque membro dello staff di Emergency possa complottare alcunché. Dal ministro Frattini ci aspettiamo che faccia immediatamente rilasciare i nostri medici e che esiga che la situazione torni alla normalità. L'ospedale di Lashkargah opera in una situazione difficile nella provincia di Helmand è in corso da settimane un'operazione militare che ha colpito molti civili, che spesso non potevano ricevere alcun soccorso". La Farnesina, dal canto suo, "ribadisce la linea di assoluto rigore del governo italiano contro qualsiasi attività di sostegno diretto o indiretto al terrorismo in Afghanistan, così come altrove" e che "i medici italiani in stato di fermo lavoravano in una struttura umanitaria non riconducibile ne' direttamente ne' indirettamente alle attività finanziate dalla cooperazione italiana".
La parole di Gino Strada. Per Gino Strada, fondatore di Emergency, "Le accuse mi sembrano delle assurdità talmente grosse da non prenderle in considerazione. Mi auguro che nessuna anima bella le prenda in considerazione: e' come se in Italia si facesse circolare la voce che Don Ciotti sta complottando per uccidere il papa, e mi scuso con il mio amico per questo esempio. È vero - continua Strada - che il progetto che Emergency sta portando avanti in Afghanistan non è finanziato dalla cooperazione, ma ha ricevuto la 'conformità' del ministero degli Esteri, termine tecnico per dire che la Farnesina riconosce quel progetto e lo avalla, quindi non è vero che si possono tirare fuori". Sulle armi rinvenute nell'ospedale, Strada ha detto: "Non posso escluderlo, come non posso escludere che qualcuno possa entrare con una pistola in qualunque ospedale italiano". "Emergency in Afghanistan, e soprattutto in quella regione, è un testimone scomodo di quanto fanno le forze di occupazione e una specie di governo ai danni della popolazione", continua Strada. "Siamo scomodi perché' abbiamo denunciato che veniva addirittura impedito di assistere i civili feriti nella recente campagna di attacchi dove bambini e donne sono stati colpiti duramente. Sono in molti in questa zona a partecipare all'occupazione militare, fra cui gli italiani".
Enrico Piovesana per Peace Reporter
venerdì 9 aprile 2010
[BOLOGNA]: APPELLO DALLA TENDOPOLI DEGLI INQUILINI RESISTENTI
E’ iniziato il presidio permanente E’ iniziato il presidio permanente degli inquilini resistenti, sotto il comune in piazza liber paradisus, si sta allestendo una tendopoli. Il presidio non verrà rimosso e si chiede a tutti/e i cittadini e lavoratori solidali con la lotta dei movimento per il diritto alla casa di venire al presidio permanente in piazza liber paradisus. AS.I.A.-RdB BOLOGNA PRENDE CASA
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lunedì 22 marzo 2010
[Roma 20/3/2010] 200.000 in piazza per l'acqua pubblica
Da contropiano.org
Non saranno in duecentomila come annunciato un per tenere il punto con il "pallonaro" convenuto a Sam Giovanni, ma sono stati tanti i partecipanti alla manifestazione per l'acqua pubblica, partita da Piazza della Repubblica e diretta a Piazza Navona.
Il corteo aperto dallo striscione «ripubblicizzare l'acqua, difendere i beni comuni» porta la sigla del Forum italiano dei movimenti per l'acqua, organismo nato in questi anni per ingaggiare una battaglia sul diritto all'acqua che ha assunto ormai connotati di mobilitazione internazionale.

Erano numerosi i gonfaloni dei comuni di città di tutta Italia (perlopiù comuni piccoli e medi). Erano molte ma non più moltissime le bandiere di partiti, da Sinistra ecologia e libertà, al Prc e ai verdi, dei sindacati di base e della cgil.
Il corteo si oppone al decreto Ronchi approvato lo scorso novembre. Un decreto che - su pressione delle direttive dell'Unione Europea - privatizza definitivamente la gestione del servizio idrico e dei servizi pubblici locali stabilendo che la quota in capo al pubblico debba scendere progressivamente nei prossimi cinque anni. E' proprio questo il punto, secondo i manifestanti, che va modificato perché apre alla mercificazione dell'acqua. Altri spezzoni - tra questo quello della Rete dei Comunisti - si sono sforzati di legare la battaglia sull'acqua alla resistenza complessiva contro le privatizzazioni anche degli altri servizi pubblici.
Sul camion in testa al corteo c'è uno striscione blu che recita: «L'acqua è un bene comune. Fuori l'acqua dal mercato! Fuori i profitti dall'acqua!». In coda al tir un enorme pallone blu da cui spunta un rubinetto che lascia ciondolare una goccia blu fatta da un palloncino.
Tanti gli slogan che i manifestanti portano addosso attraverso piccoli cartelloni appesi al collo con una goccia d'acqua parlante: «Liberami dalle multinazionali», «Acqua generosa gratuita, oggi ed ora ristoraci ancora», «Ce la vogliono dare a bere», «Sono un portatore d'acqua», «L'acqua è vita non è merce», «Acqua e terra beni comuni. Ribellarsi è giusto», «Chi controlla l'acqua controlla la vita», «Acqua pubblica senza se e senza Spa».
Dietro lo striscione di testa, c'era anche Alex Zanotelli che ha ha riaffermato «Se nei prossimi mesi riusciremo a raccogliere le firme necessarie per far svolgere i tre referendum contro la privatizzazione dell'acqua e poi riusciremo anche a vincerli, sarà il primo colpo che verrà dato alla privatizzazione, che per ora sembra purtroppo vincere in tutto il mondo. A farne le spese sono come sempre i poveri e i deboli e se le cose continueranno cosi' credo che ci saranno anche 100milioni di morti per mancanza d'acqua nel Sud del mondo».
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[Torino 20/3/2010] Popolo Viola e No Tav in piazza
Da infoaut
Successo della manifestazione popolo viola e NoTav
Per oltre due ore la manifestazione, gioiosa e comunicativa come sempre, ha percorso il centro di Torino ricordando ai cittadini in giro per negozi che "il TAV costa e si paga con la riduzione dei servizi essenziali: sanità, scuola, ricerca, treni pendolari e difesa e messa in sicurezza del territorio", che "la MAFIA esiste e ha ormai occupato i centri vitali dello stato alleandosi e infiltrandosi con e nei partiti politici", che "i veri mafiosi non portano più la coppola ma il doppiopetto e hanno studiato nelle migliori università del mondo", che "il TAV non porta sviluppo e non fa crescere l'economia, sennò, visto che hanno appena inaugurato mille chilometri di TAV in Italia non dovremmo essere in crisi ma dovremmo nuotare nell'oro".

La manifestazione si è conclusa in piazza San Carlo che è stata occupata per una buona metà da un tripudio di bandiere viola e bianche e rosse con il treno crociato. Sono stati belli anche gli interventi: oltre a quelli degli organizzatori e dei No TAV, anche quelli de La casa della legalità, e di Alberto Puliafito che ha raccontato la sua esperienza di filmaker all'Aquila e quello delle Liste Civiche delle Valli di Susa e Sangone. Una vera ovazione ha accolto le parole di saluto e di ringraziamento per la solidarietà ricevuta che Marinella, intervenuta alla manifestazione, ha rivolto a tutti nel salotto buono di Torino.
[Livorno 20/3/2010] 1500 in piazza contro il rigassificatore
Da Senzasoste.it
Una scommessa e stata quella del comitato, che a fatica aveva programmato da più di un mese. In piazza Civica prendono la parola gli aderenti venuti da Viareggio Assemblea 29 giugno 2009 e da val di Susa una rappresentanza del comitato No TAV, oltre a Maurizio Zicanu rappresentante del comitato No offshore parla anche Giannì responsabile mare di Greenpeace, i presenti cerano anche tanti altri come personaggi della politica Livornese, una minoranza che e sempre stata presente e sempre all’opposizione in comune.mercoledì 17 marzo 2010
Bologna. Bloccati due sfratti esecutivi
Oggi l’ASIA-RdB e BolognaPrendeCasa sono riusciti attraverso la
determinazione degli inquilini resistenti a bloccare due sfratti, ottenendo
due rinvii.
Gli inquilini resistenti quando si organizzano, quando lottano dimostrano
che si può non pagare la crisi. Tuttavia non possiamo non ricordare le
altre centinaia di sfratti che in questi giorni stanno avvenendo nel
completo silenzio. Quando gli inquilini si organizzano c’è una possibilità
di resistere, in mancanza di questo gli sfratti vengono fatti
automaticamente.
Occorre ora rilanciare una mobilitazione che dia forza alle proposte del
movimento di lotta per la casa:
-Soluzioni d’emergenza per chi subisce uno sfratto esecutivo
-Blocco degli sfratti
-Requisizione delle case sfitte private da parte dell’amministrazione,
applicando le leggi già esistenti
-Tutela di chi non riesce più a pagare le rate del mutuo prima casa,
attraverso l’acquisto da parte di ACER
-Finanziamento per la crescita del numero di case popolari e un
potenziamento dello Stato sociale
Su queste proposte invitiamo con urgenza chi governa la città e la regione
a confrontarsi.
I tempi oggi della politica non possono essere solo quelli degli scandali,
ma devono essere dettati dalle condizioni reali che provoca la crisi
economica che attraversa la nostra regione. Perché l’interesse pubblico è
per noi maggiore dell’interesse privato.
ASIA-RdB
ASSOCIAZIONE INQUILINI e ASSEGNATARI (ASIA-RdB)
Via monterumici 36/10 Bologna
Tell: 051 389524 fax: 051 310346 cell:3887441894
martedì 16 marzo 2010
16 Marzo 2003-2010 DAX VIVE
Da daxresiste.org
Alcuni compagni usciti dal pub Tipota si scontrano con tre neofascisti
armati di coltelli che li colpiscono ripetutamente, ferendone gravemente
due. Uno sarà operato d’urgenza mentre Davide “Dax” non arriverà vivo in
ospedale. Sul luogo sopraggiungono invece numerose pattuglie di polizia e
carabinieri che, ostruendo la circolazione stradale, contribuiscono a
ritardare i soccorsi. Poco dopo la partenza delle ambulanze arriva anche
un reparto di celere con caschi e manganelli, respinti subito dalle grida
indignate dei presenti...un avvertimento...
All’ospedale S.Paolo, già militarizzato dalle forze dell'ordine, i medici
comunicano la morte di Dax.
Disperazione, incredulità, rabbia….I compagni e gli amici presenti rispondono alle provocazioni di Polizia e
Carabinieri, che danno subito il via a feroci cariche dentro e fuori
l’ospedale. Una caccia all'uomo stile Genova 2001, quella stessa
brutalità che abbiamo visto in azione in Val di Susa solo qualche
settimana fa.
“Volevano portare via la salma dell’amico” Così il giorno dopo il Questore
Boncoraglio legittima l’operato delle forze dell’ordine, il cui bilancio
per i pestaggi contro chi era presente è di decine di punti di sutura
sul viso, denti e braccia rotte, teste aperte, facce s figurate e sangue
dappertutto.
Sui "fatti del San Paolo" si aprirà poi un processo con imputati un
carabiniere e due polizziotti, accusati di porto d'arma impropria e abuso
d'ufficio, e 4 compagni alla sbarra per resistenza e violenza a pubblico
ufficiale. Questo processo si è concluso in Cassazione nel 2009 con da un
lato la piena assoluzione delle forze dell'ordine e dall'altro la condanna
di due compagni ad un totale di 3 anni e 4 mesi di carcere più 100.000
euro di multa.
Lo Stato si è assolto, la magistratura ha legittimato e consacrato
l'operato dei suoi servi in divisa.
Nessuno stupore, nessun lamento. La stessa cosa è accaduta per i processi
del G8 Genova.
Nessuno stupore, nessun lamento ma rabbia, odio e la determinazione nel
continuare a lottare, ricordare e raccontare.
Una storia che continua perchè fascisti e polizia continuano ad ammazzare,
nelle carceri, nelle strade. Continua con il nome di Renato Biagetti, Ivan
Khutorskoy, Carlos Palomino, Nicola Tommasoli, Stefano Cucchi, Jan Kucera,
Alexis Grigoropoulos, Federico Aldrovandi, Carlo Giuliani e molti altri.
Un elenco che non vogliamo vedersi allungare, una storia di sangue che
deve essere fermata costruendo solidarietà, resistenza, lotta antifascista
e anticapitalista.
"Per combattere questo nuovo fascismo non ci saranno i vostri nonni, o i
padri dei vostri nonni. Affrontarlo toccherà a voi”
PARTIGIANO “FOCO”
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lunedì 8 marzo 2010
VIVA l'8 MARZO di Lotta !!!
Per questo dedichiamo a tutte le donne un video delle donne nella guerriglia del PKK.
Alleghiamo di seguito il volantino del Collettivo Comunista Piemontese che spiega le origini e l'attualità di questa giornata.
L'8 MARZO E' DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI UNITI CONTRO GLI SFRUTTATORI!
L’otto marzo del 1857 a New York, le operaie della fabbrica tessile Cotton entrarono in sciopero per ottenere la riduzione della giornata lavorativa. Esse percepivano un salario pari a meno di un terzo di quello degli uomini. Durante lo sciopero il padrone della fabbrica le rinchiuse all’interno dello stabilimento per poi dare fuoco a tutto. Centoventinove operaie morirono nell’incendio assassinate dal padrone stragista.
Nel 1910 la seconda Conferenza internazionale delle donne socialiste, approvò la proposta della comunista tedesca Clara Zetkin di istituire la Giornata Internazionale della Donna, in omaggio alle operaie tessili di New York. In Italia la Giornata Internazionale della Donna fu tenuta per la prima volta nel 1922 per iniziativa del Partito Comunista d'Italia, sezione della Terza Internazionale comunista.
Sono trascorsi più di 150 anni da quella strage di operaie e, grazie alle dure lotte e alle battaglie condotte dai lavoratori uniti nel loro partito comunista e organizzati nel loro sindacato, si sono ottenute conquiste significative come ad esempio lo Statuto dei Lavoratori nel quale sono inseriti diritti che oggi i padroni tentano di eliminare approfittando della crisi economica. Infatti, a 150 anni da quella strage muoiono ancora operai bruciati nelle fabbriche (come i 7 della Thyssen Krupp di Torino) a causa della ricerca sfrenata di profitto da parte dei padroni che non investono nella sicurezza e nelle misure di prevenzione. Mille lavoratori muoiono ogni anno nelle fabbriche e nei cantieri del nostro Paese, aumenta la disoccupazione e la precarizzazione del lavoro e viene attuata l’eliminazione dell’ART.18 aggirandolo con altre subdole regolamentazioni appena approvate dal Senato. Se già prima dell’acuirsi della crisi del sistema capitalistico e malgrado i diritti acquisiti con le lotte le lavoratrici italiane venivano comunque discriminate, oggi, con il procedere della crisi, esse subiscono ulteriori discriminazioni e vessazioni, sia nelle fabbriche e sul posto di lavoro, che nella società. Se per le donne appartenenti alla classe dominante la “questione femminile” riguarda soltanto la concorrenza con gli uomini senza mettere in discussione il sistema di sfruttamento, per le donne della classe operaia la battaglia sulla “questione femminile” consiste nel mettere in discussione proprio le cause della loro condizione. Una lotta che le donne proletarie devono combattere a fianco degli uomini appartenenti alla loro stessa classe. Una lotta per il diritto al lavoro, per l'equiparazione economica delle lavoratrici, per la parità dei diritti, per la difesa della L. 194, per la riduzione dell'orario, contro lo smantellamento dei servizi sociali, la schiavitù domestica, le discriminazioni e la violenza, le ingerenze clericali, ecc…
Altro che spogliarelli maschili e discoteche! La giornata della donna è una celebrazione che deve rilanciare la lotta contro i padroni e per la difesa dei diritti e delle conquiste!
Pubblicato da Collettivo Comunista Piemontese
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martedì 2 marzo 2010
(Bologna):1 Marzo per i diritti, contro lo sfruttamento, contro il razzismo
Il 1 marzo è una giornata di lotta per rilanciare il protagonismo degli immigrati che vivono, lavorano, studiano in Italia.La rete Bologna Prende Casa partecipa a questa giornata di mobilitazione, perché crede che la difesa di tutti gli immigrati non sia un esercizio di buonismo umanitario, ma una necessità: più diritti e garanzie si ottengono migliore è la vita per le classi popolari qualsiasi colore della pelle si abbia. E’ alle fasce popolari che si vuol fare pagare la crisi economica, fomentando la guerra tra poveri. Questa guerra, sponsorizzata dalla politica e dai media è uno strumento dei padroni per dividere i lavoratori. In questi mesi gli immigrati hanno partecipato alle principali mobilitazioni sociali e civili nel nostro territorio, per il lavoro e per i diritti. Hanno dimostrato che oggi ci si può organizzare e lottare.
Più diritti: perché vengano stralciate le leggi razziste e anti-popolari come la Bossi-Fini, e tutte quelle normative che criminalizzano la povertà e il disagio. Perchè si chiudano i CIE, veri e propri carceri “speciali”.
Più case popolari: perché il diritto all’abitare sia per tutti/e, requisendo gli appartamenti sfitti e rimettendo al centro l’interesse pubblico contro gli interessi privati.
Più reddito: perché il lavoro e il reddito sia accessibile a tutti e non sia più un ricatto legato alla cittadinanza.
BOLOGNA PRENDE CASA
[Napoli]1 Marzo di lotta per i diritti, contro lo sfruttamento, contro il razzismo
Video della manifestazione di Napoli (Rossocontroinfo)
Da Contropiano.org
Napoli. Diecimila in piazza per la giornata di sciopero con gli immigrati
Rete per il primo marzo a Napoli
Almeno diecimila persone tra m
igranti e autoctoni hanno preso parte oggi al lungo corteo che partiva da piaza Garibaldi per andare al Plebiscito, aperto dallo striscione "nessuno/a è illegale"!! Una partecipazione straordinaria con migliaia di immigrati, soprattutto africani ed asiatici (bengalesi, pakistani..) che non sono andati a lavorare per partecipare alla giornata del primo marzo e rivendicare finalmente rispetto e diritti, contro la legislazione discriminatoria, la precarietà e la propaganda anti-immigrati. Per dire no alla guerra tra poveri in nome di un futuro in comune. Per ribellarsi a pogrom come quello di Rosarno, ma anche contro il "razzismo istituzionale" che dopo rosarno ha portato a intensificare la criminalizzazione e i rastrellamentiMa in piazza erano tantissimi anche gli italiani, stanchi del clima razzista e della propaganda xenofoba che impera nel nostro paese. Studenti di scuole e università che hanno realizzato lezioni in piazza (perfino un "gioco dell'oca" adattato all'esperienza reale degli immigrati con la burocrazia italiana) prima di immettersi nel corteo. Movimenti di precari e senza lavoro, le associazioni antirazziste, i gruppi dei corsi di italiano, sindacati, centri sociali...
La rete promotrice aveva inviato un documento già una settimana fà con le rivendicazioni nazionali di questa giornata (la sanatoria vera, l'abolizione delle leggi razziste, il permesso di soggiorno per chi denuncia il lavoro nero...) e una serie di richieste anche locali, per mettere finalmente mano alla cronica mancanza di forme di accoglienza che nelle scorse settimane hanno portato allo sgombero di un palazzo di famiglie immigrate a Sant'Antimo e vede molte altre situazioni di disagio aspettare ancora risposte concrete e solidali (da Ponticelli a Pianura). Per fermare infine i rastrellamenti indiscriminati e il clima di paura che si sta creando. Si era chiesto un incontro con il Prefetto Pansa, il Comune di Napoli ed Il Questore, per avere degli impegni concreti da proporre alle tantissime persone convenute.
Eppure fino ad ora l'incontro non c'è stato. Dopo aver ricevuto ampie garanzie, una delegazione totalmente composta di immigrati di varie comunità e territori è salita in Prefettura avendo la cattiva sorpresa di non incontrare il Prefetto, che sarebbe andato via "per un impegno", ma un funzionario. I migranti hanno deciso quindi di scendere e di aspettare sotto la prefettura (insieme a un nutrito presidio) che il Prefetto ritorni e incontri la delegazione. "Sarebbe una grave mancanza di sensibilità - sostiene Hamad della rete promotrice - perchè tutte queste persone e una giornata di mobilitazione nazionale meritano la presenza e gli impegni diretti del rappresentante del governo. Forse le Istituzioni non hanno ben capito l'importanza di questa giornata nella percezione di tantissimi immigrati. Oggi vogliamo capire se oltre che lavoratori dobbiamo sentirci anche cittadini o veniamo considerati ospiti magari indispensabili ma un pò indesiderati...! Chiediamo a tutti di esprimersi su questo. Noi intanto aspetteremo sotto la Prefettura..."
"Ma da oggi - aggiunge Mamadou della comunità senegalese - qualcosa è cambiato! Che qualcuno lo voglia o no.. Da oggi abbiamo deciso che non resteremo in silenzio a subire l'ingiustizia"
domenica 28 febbraio 2010
[Roma 27/2/2010] Attivisti per il diritto alla casa occupano il colosseo
Da ASIA RDB
ROMA: ANCORA SUI TETTI. ORE 13.30 I SENZA CASA OCCUPANO ANCHE IL PRIMO ANELLO DEL COLOSSEO!
Dopo la manifestazione di giovedì in Campidoglio, in occasione dell’apertura del dibattito sul “piano casa” comunale e le mancate risposte alle richieste dei movimenti per il diritto all’abitare, l’iniziativa di oggi intende rilanciare la necessità di un incontro con il Sindaco prima del voto in aula lunedì prossimo.Gli occupanti del Colosseo e quelli sulla cupola di Madonna di Loreto chiedono ai movimenti di non mollare ed è per questo che oltre a sostenere le iniziative di questi giorni, rilanciamo l’appuntamento per lunedì 1 marzo alle 15 sulla piazza del Campidoglio.
Roma, 27 febbraio 2010 Movimenti per il diritto all’abitare
[Pisa 27/2/2010] Manifestazione della comunità kurda contro la repressione
Rosso Controinformazione esprime forte solidarietà e vicinanza alla comunità kurda e chiede la liberazione dei compagni ancora trattenuti.
BERXWEDAN JIYANE !!! APO BIJI SEROK!!!
Comunicato delle comunità kurde in Italia da kurdistan.it
COMUNICATO STAMPA
[Ortona 25/2/2010] Operai Samputensili bloccano casello a14
Da C6 Tv
Maccaferri) dopo l'annunciata chiusura dello stabilimento da parte dei vertici aziendali. Bloccata l'A14, al casello di Ortona. E il 3 marzo incontro al ministero delle Attivita' produttive. Servizio di Serena Giannico per Abruzzolive.tv.martedì 23 febbraio 2010
BOLOGNA: UNA SETTIMANA PER IL DIRITTO ALLA CASA
Il movimento di lotta per la casa ha occupato in via San Vitale n.69 un ex
studentato di proprietà comunale, 15 appartamenti con una capienza di 40-50
posti. Dopo l'occupazione di via del vivaio, dimostriamo ancora una volte
come non si valorizzi il patrimonio pubblico rispetto all'emergenza
abitativa dalla periferia al centro cittadino.
Dopo l'isedimaneto del nuovo commissario prefettizio Cancellieri, è stato raggiunto l'accordo per un incontro in data lunedì 22 febbraio, in prefettura per discutere di soluzioni concrete all'emergenza abitativa. Dopo la mobilitazione di via del Vivaio, ricordiamo che erano mesi che i movimenti di lotta per la casa avevano richiesto un incontro con le istituzioni per intervenire rispetto alle urgenze: sfratti e morosità.
Il movimento di lotta per la casa rilancia la mobilitazione locale e
regionale: per il lavoro, il reddito, i diritti, per la casa popolare.
Associazione Inquilini e Assegnatari (AS.I.A.-RdB)
Bologna Prende Casa
PER TUTTE LE INFORMAZIONI E I COMUNICATI STAMPA, CRONACA DI UNA SETTIMANA PER IL DIRITTO ALLA CASA: http://asia.rdbcub.it/index.php?id=20&tx_ttnews[tt_news]=22976&cHash=8d7a1eea51&MP=63-875
[torino 23/2/2010] Azione repressiva contro Radio Blackout
Questa mattina si è svolta una azione repressiva contro i compagni di Radio Blackout e dell'assemblea antirazzista torinese. Sono state effettuate 23 perquisizioni, tre persone sono state arrestate, tre sono ai domiciliari; importanti attrezzature informatiche di Radio Blackout sono state sequestrate. Alla base dell'inchiesta, iol tentativo di mettere a tacere la voce resistente di Radio Blackout e la sua azione antirazzista. Solidarietà con i compagni arrestati e perquisiti. Solidarietà a RadioBlackout.
Riportiamo di seguito il comunicato della redazione di Radio Blackout
Radio Blackout sotto attacco!
Nel pieno della campagna spegni la censura, accendi blackout!, ad un mese dalla scadenza prevista del contratto d'affitto con cui Chiamparino cerca di mettere a tacere una storica voce libera e indipendente della città, Radio Blackout subisce questa mattina un nuovo attacco censorio e intimidatorio. Con la scusa di un'operazione di polizia inconsistente, volta a criminalizzare l'Assemblea Antirazzista Torinese, che da mesi organizza appuntamenti pubblici di protesta contro l'orrore dei centri di identificazione ed espulsione, la radio viene di fatto sequestrata per più di 6 ore, impedendoci di andare in onda con il nostro consueto palinsesto di quotidiana contro-informazione. Per più di un'ora è stato anche staccato il segnale radio. Messi sotto sequestro apparecchiature informatiche fondamentali per la quotidiana attività della radio. La nuova grande operazione, fatta di 23 perquisizioni, 3 arresti cautelari in carcere e altre 3 custodie ai domiciliari è costruita, ancora una volta, su reati di scarsissima rilevanza penale: insulti, reati contro il patrimonio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e una generica associazione a delinquere. Tre dei colpiti da questi provvedimenti sono nostri redattori.
A ordire la trama contro i nemici pubblici, il sostituto Pm Andrea Padalino, già salito agli onori delle cronache per la proposta razzista di rendere obbligatorie le impronte digitali per gli/le immigrati/e. Radio Blackout non si è mai sottratta dal denunciare pubblicamente con la propria attività informativa le ossessioni xenofobe di questo pubblico ministero. Non ci stupisce che con la dilatata perquisizione mattutina della nostra sede (e con loperazione tutta) il Pm in odore di carriera cerchi anche una personale vendetta. L'indagine si sgonfierà presto, il tutto si risolverà ancora una volta in un nulla di fatto. Ma intanto, attraverso la scusa di misure cautelari, simprigionano e zittiscono le voci scomode.
Per parte nostra diamo tutta la nostra solidarietà agli arresati e denunciati. Come mezzo di comunicazione libero e indipendente denunciamo la pretestuosità di un attacco che giudichiamo censorio e intimidatorio. Un attacco che, guarda caso, cade in un momento particolare della vita di Radio blackout e della stessa città di Torino. Mentre si preparano le elezioni regionali e l'ostensione della sindone, le contraddizioni che attraversano la città e il territorio circostante restano tutte aperte: crisi, disoccupazione,casse integrazione che volgono al termine, lopposizione popolare all'Alta Velocità, le ribellioni dentro i Cie, il massacro della scuola pubblica. Si cerca insomma di normalizzare una delle poche voci libere della città. Ma Radio Blackout non si fa intimidire e rilancia: la data di scadenza sul tappo continuiamo a non vederla: Spegni la censura, accendi Blackout!
La redazione di Radio Blackout
www.radioblackout.org
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