Ancora una fabbrica, ancora l'annuncio di licenziamenti imminenti, ancora la lotta e la repressione !!
Succede a Brembio dove diversi operai della "Rsz New Projects società cooperativa" non ci stanno a rimanere in silenzio di fronte al licenziamento ed iniziano la lotta picchettando l'entrata dello stabilimento. Al sopruso del padrone, si aggiunge quello dello Stato che manda subito i suoi sgherri a difendere chi licenzia. Carabinieri e poliziotti hanno provato a chiudere la bocca agli operai con intimidazioni, ma i lavoratori non hanno ceduto. Per questo le guardie sono passate alle vie di fatto: risultano feriti 4 operai e due sono i fermati. Oggi come sempre: la repressione non ferma le lotte. Solidarietà agli operai di Brembio. Solidarietà a chi resiste!
giovedì 31 dicembre 2009
[Brembio (LO) 31/12/09] la polizia carica gli operai in lottacontro i licenziamenti
[Il Cairo 31/12/09] La polizia egiziana carica i manifestanti della Gaza Freedom March
Nei filamti le immagini dei momenti di tensione con la polizia prima delle cariche. Ancora imprecisato il numero dei feriti. Tra questi almeno due manifestanti italiani
Da Infoaut:
Il Cairo, la polizia eegiziana aggredisce la Gaza Freedom March. Molti i feriti
La manifestazione indetta dalla Gaza Freedom March stava cercardo di muovere i primi passi dal museo egizio del Cairo quando è stata brutalmente aggredita dagli apparati di sicurezza egiziani. "I poliziotti egiziani si sono scagliati contro di noi con bastoni e picchiando alla cieca" ci ha riferito una manifestante con la voce rotta dall'emozione. Intanto arrivano sms dai manifestanti "siamo circondati dalla polizia egiziana al museo egizio temiamo nuove cariche.
Fate sentire la nostra voce telefonate a tv, giornali, politici e mobilitatevi noi vogliamo raggiungere Gaza."
La situazione in Egitto per le delegazioni che dovevano partecipare alla Gaza Freedom March sta peggiorando notevolmente. Già da ieri sera l'aria si è fatta più pesante e la pressione della polizia sempre più forte. Questa mattina è stata organizzata una manifestazione a sorpresa dalle delegazioni dei diversi paesi che avrebbero dovuto partecipare alla marcia di solidarietà Internazionale ad un anno dalla terribile operazione Piombo Fuso attuata dall'esercito israeliano contro il popolo palestinese. Il corte, indetto dalla Gaza Freedom March, era appena partito dal museo egizio del Cairo quando è stato violentemente aggredito dalle forze di polizia egiziane che si sono scagliate sulle persone con bastoni e picchiando alla cieca. Le prime linee sono state brutalmente buttate a terra, anche le donne, e poi picchiate. Tra i manifestanti si contano diversi feriti, ma per fortuna nessuno grave. Due donne italiane risultano ferite al volto.
La polizia continua però ad accerchiare i manifestanti che temono delle nuove cariche. In questo momento sono bloccati in un angolo della piazza del museo ed attendono il divenire della situazione.
sabato 26 dicembre 2009
[Caserta 25/12/09] Continua l'occupazione del Commissariato ai rifiuti. Comunicato della notte di Natale
Gli operai iscritti alla FLAICA CUB non firmatari della proposta di contratto a tempo determinato del Consorzio Unico di Bacino NA 1, che gestisce l'igiene ambientale in alcuni paesi del napoletano, occupano gli uffici dello stesso Consorzio in presidio permanente per rivendicare il diritto allo stipendio ed al contratto a tempo indeterminato. Questo è il comunicato emesso in data 24/12/2009, durante la notte della vigilia di natale.Comunicato Flaica Cub Caserta
Già da diversi giorni i lavoratori iscritti alla FLAICA CUB del Consorzio Unico di Bacino Napoli 1, che gestiscono il delicatissimo settore dell’igiene ambientale in Campania, sono impegnati in una vertenza contro l’ente per cui lavorano, che li ha portati ad occupare gli uffici del Consorzio siti in corso Giannone a Caserta, e che li vede ancora mantenere tale presidio permanente ad oltranza, nonostante le festività natalizie.
L’azienda vuole costringere i lavoratori a firmare un contratto fortemente peggiorativo per i lavoratori, che, differentemente da quanto accade oggi, risultando attualmente assunti con contratto a tempo indeterminato, li costringerebbe ad avere un contratto a tempo determinato di soli tre mesi.
Tutto questo in opposizione alla più recente legislazione vigente in materia.
Di fronte al rifiuto da parte dei lavoratori di firmare il nuovo contratto, l’azienda nega da mesi lo stipendio ai lavoratori, attuando una forma di ricatto ignobile quanto inconcepibile, specie davanti alla considerazione che in questi mesi i lavoratori hanno comunque prestato regolarmente servizio lavorativo.
Nonostante la mobilitazione dei lavoratori la controparte non solo non ha dato ascolto a chi sta passando il periodo di festività natalizia in estremo disagio, ma non si è voluta nemmeno sedere al tavolo per discutere. I Lavoratori, ormai stanchi di aspettare passivamente, hanno cominciato pertanto a mobilitarsi con maggiore energia, dapprima occupando il tetto del palazzo che ospita il Consorzio Unico di Bacino, poi ancora bloccando per ben 10 ore Corso Giannone, a Caserta, che sarebbe la strada prospiciente lo stesso Consorzio, ed alla fine, come suddetto, occupando gli uffici.
È evidente come il passaggio di contratto apra la porta non solo alla perdita di diritti acquisiti, ma anche alla perdita stessa del posto di lavoro.
In altre parole emerge come ci sia la volontà di scaricare sui lavoratori, così come sugli enti locali, in particolare i comuni, i costi del fallimento nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti, da parte del Governo e della gestione commissariale.
Proprio per questo, più in generale, torniamo a criticare aspramente la condizione della gestione dei rifiuti in Campania, non risolvibile senza lo smantellamento dell’intreccio di clientele politiche, affari (e malaffari) privati e direzioni manageriali strapagate e spesso incompetenti.
Da questa situazione dal nostro punto di vista non si esce senza la ripubblicizzazione dell’intero ciclo dei rifiuti e tutelando tutti i posti di lavoro.
C’è bisogno che tutte le forze politiche sinceramente democratiche e sensibili alle tematiche di lotta, attivino quei canali che avranno a disposizione, a livello istituzionale, affinché si sblocchi questa situazione.
Invitiamo ancora una volta tutti a garantire in questi giorni sostegno alla lotta, attraverso la partecipazione al presidio, e a mettere in campo tutte le forme di solidarietà necessarie per la difesa dei lavoratori e dei loro diritti.
FLAICA UNITI CUB – CASERTA
http://cubcaserta.blogspot.com/
mercoledì 23 dicembre 2009
[Caserta 23/12/09]Continua l'occupazione del commissariato ai rifiuti da parte dei lavoratori Geo-Eco
Continua la lotta dei lavoratori Geo-Eco da tre mesi senza stipendio.
Nel video, una scena sulla prima note di occupazione del commisariato. All'occupazione, insieme ai lavboratori Geo Eco partecipano studenti e realtà di movimento solidali.
articolo sulla lotta Geo Eco da tuttiinpiazza.it
I lavoratori del consorzio di igiene urbana Geo-Eco, senza stipendio da tre mesi, tornano a presidiare il Commissariato di Governo in Corso Giannone
Occupata la sede del Commissariato Rifiuti
Caserta : Un Natale di lotta con tanto di Babbo Natale in passamontagna: è quello che si prospetta per i lavoratori della Geo-Eco, la società che gestisce i rifiuti in 26 Comuni compresi nell'area di Aversa, Capua e Santa Maria Capua Vetere.
Un po' di storia. Il consorzio, nato nel lontano 1995 come società a totale capitale pubblico, impiega circa 800 dipendenti e impianti, mezzi e attrezzature per un totale di oltre 4 milioni di euro: opera nella gestione dell'igiene urbana, nel trattamento dei rifiuti, nella raccolta differenziata e nelle bonifiche ambientali.
Grossi lavori e enormi guadagni: questo almeno fino allo scoppio dell'emergenza rifiuti, quando il consorzio si ritrova nell'occhio del ciclone, al centro di uno scandalo che rivela inquietanti retroscena sui legami tra istituzioni e camorra relativi al business dei rifiuti.
Al proposito Rc e Pdci sollevarono polemiche rispetto alle posizioni delle amministrazioni, accusate di badare poco alla grave crisi della GeoEco e troppo a mantenersi stretti le poltrone... ma la frittata era fatta e il Consorzio sprofondò in una crisi da cui non riuscì più ad emergere.
La mobilitazione. Il primo effetto della crisi fu il taglio degli stipendi: da tre mesi i lavoratori non percepiscono più il salario. Davanti all'inidfferenza dell'azienda, l'11 dicembre decisero perciò di montare un presidio di protesta sotto al King House, in pieno centro a Caserta: immediata la reazione delle forze dell'ordine, pronte a sedare gli animi a modo loro.
E così, mentre i manager rimanevano asserragliati dietro le loro scrivanie nel palazzo di Corso Giannone e la polizia caricava i lavoratori, due di loro minacciavano di buttarsi dal tetto del palazzo se le loro richieste non fossero state accolte ed altri venivano medicati per le ferite riportate durante gli scontri.
La ditta, davanti alle minacce e all'esasperarsi del conflitto, si dimostrò disposta ad intraprendere le trattative e gli operai ritornarono alle loro case; nei giorni scorsi però, il fallimento definitivo degli accordi� tra i dipendenti in rivolta e i manager della Geo-Eco ha portato i primi ad inscenare una nuova protesta: il 20 dicembre� hanno di nuovo montato il presidio sul Corso Giannone, creando notevoli disagi alla cittadinanza, tanto immersa negli ultimi acquisti natalizi da avere ben poco tempo per interessarsi alle crisi sociali e da liquidare la protesta con un laconico "ma proprio sotto Natale lo dovevano fare sto sciopero?".
I lavoratori sono rimasti per giorni a dormire sul posto e la Rete dal Basso, unione di collettivi e centri sociali della provincia ha sostenuto la rivolta con la propria solidarietà e con cibo, bevande e coperte.
Tra l'altro ieri la città è stata praticamente bloccata dalla protesta in strada del Consorzio, durata ben 10 ore e coincisa con quella degli ex dipendenti Ixfin, che hanno letteralmente paralizzato la circolazione nel capoluogo.
Finalmente ieri uno spiraglio di apertura: la Prefettura di Caserta, operando da intermediaria verso quella di Napoli, � riuscita ad indire l'apertura di un tavolo conciliativo, previsto per oggi proprio a Napoli. Ma il presidio rimane.
[Termini Imerese 23/12/09] Gli operai promettono battaglia
Il treno speciale con i circa 400 operai della Fiat che ieri hanno manifestato a Roma è arrivato stamane a Termini Imerese. Gli operai hanno bloccato per alcuni minuti i binari a Messina dopo che già alla stazione di Roma avevano bloccato i binari. Gli operai annunciano battaglia contro la decisione, annunciata ufficialmente da Marchionne, di chiudere entro il 2011 lo stabilimento di Termini Imerese.
Da Operai Contro
PIANO FIAT: CALCI NEL CULO AGLI OPERAI
"I piani di conversione sono calci nel sedere agli operai". E' senza mezzi termini
la reazione degli operai di Termini Imerese, assiepati di fronte a Palazzo
Montecitorio, alla proposta della Fiat di continuare a produrre autoveicoli
nell'impianto siciliano solo fino al termine del 2011, per poi avviare nuovi tipi di
produzione.
"Sono quarant'anni che facciamo auto, vogliamo continuare a farlo, anche e
soprattutto senza Fiat". Con gli indiani, con i cinesi? "Con chiunque", risponde
Luigi, 43 anni. Un collega e' piu' netto: "siamo pronti anche ad occupare lo
stabilimento, questo e' solo il primo round"
Gli operai piu' giovani si lamentano: "Abbiamo fatto 30 ore di viaggio per venire
qui, ci hanno bloccato, blindati, trattati come ladri, invece veniamo solo a
manifestare per il nostro lavoro". "Operai vecchi da pensionare - spiega uno altro
dei portavoce del gruppo di operai di Termini - non ce ne sono piu'. A quelli giovani
toccano almeno 30 anni di fatica, e cosi' non si puo' mantenere una famiglia".
Il clima non e' migliore tra gli operai campani.
"Bastano dieci operai per fare la Panda. Il costo del lavoro e il numero di operai
necessario a fare la 149 e' ben diverso". Agli operai dello stabilimento Fiat di
Pomigliano D'Arco dunque non piace proprio il piano presentato dal Lingotto, che
prevede la produzione delle piattaforma per la nuova Panda nello stabilimento
campano.
E a lamentarsi sono anche i colleghi dello stabilimento di Avellino, della Fma, che
produce motori di cilindrata da 1.600 in su: "tipologie per cui non abbiamo avuto
neanche una lira di incentivi - racconta Domenico, 42 anni, da 13 in fabbrica - " un
anno e mezzo che siamo in cassa integrazione, e sul nostro futuro da questo incontro
non e' uscita nemmeno una parola.
E prima di andare via, un po' sconsolato, Domenico aggiunge: "la cosa che mi fa piu'
impazzire e' che il Governo a Marchionne fa i complimenti per l'operazione Chrysler.
E invece Marchionne passera' si' alla storia, ma come il manager che ha chiuso gli
stabilimenti in Italia", sospira.
lunedì 21 dicembre 2009
[Villa S.Giovanni (RC) 19/12/09] 20.000 alla manifestazione no-ponte; Franco Nisticò colto da infarto, muore per il ritardo dei soccorsi
Da Rete No Ponte
Reggio Calabria, 19 dicembre 2009 Comunicato Stampa
Rete No Ponte
[Torino 19/12/09] 1000 al corteo contro sgomberi e repressione
Da Infoaut
Il concentramento si è mosso da Porta Susa verso le 15, per andare a fare la sua prima sosta in piazza Statuto, punto dal quale si è dato vita al corteo aperto dallo striscione "State agitati", seguito da tanti altri. Riproduzione del grattacielo (in cantiere a Torino) in testa: il volto sanguinante di Berlusconi ("Miracolo a Milan!"), la faccia della Bresso ("Gratta e vinci! Te lo do io il grattacielo!"), l'ironia contro Numa e Ghiglia ("Una faccia una razza Facce e razza di merda"). Lungo il percorso hanno trovato spazio dentro il corteo interventi cori e scritte sui muri contro il sindaco torinese Sergio Chiamparino e le forze dell'ordine, il prezzolato giornalista Massimo Numa e gli sgomberi, il defunto magistrato Maurizio Laudi e la repressione, i Centri d'identificazione ed espulsione e il ministro Roberto Maroni. Ricordati i tanti ragazzi morti per mano della polizia o nelle carceri: da Sole e Baleno a Carlo Giuliani, da Stefano Cucchi a Gabriele Sandri e Federico Aldrovaldi.
All'altezza del Lungo Dora il corteo ha deviato per via Emilia. All'incrocio con corso Vercelli provocazione della polizia: uno schieramento della polizia si è spostato, passando in mezzo alla manifestazione e venendo subissato di insulti, fischi e oggetti. Durante il corteo, oltre alle scritte murali, oscurate le telecamere di sicurezza e del traffico, sanzionati diversi parcometri della Gtt ed un tram fuori servizio abbandonato da anni, rotta la vetrina di un'agenzia di lavoro interinale.
Il corteo di anarchici e squatter è andato a concludersi in corso San Maurizio, all'angolo con via Rossini, dove sorgeva il Fenix, casa occupata sgomberata dall'amministrazione nella turbina di pulizia per le Olimpiadi del 2005.







