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giovedì 17 giugno 2010

FESTEGGIAMENTI PER I PRIGIONIERI MAOISTI MAROCCHINI LIBERATI



Questa canzone parla del movimento marocchino maoista. Il video è stato prodotto durante i festeggiamenti degli studenti di Marakech in occasione della liberazione di alcuni prigionieri politici.

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lunedì 24 maggio 2010

BOLOGNA: tensioni allo sfratto dell'ennesima famiglia



Si è concluso il presidio di ASIA-USB in via Calindri, quartiere san donato. Dalle 7.00 di questa mattina un gruppo di inquilini resistenti ha cercato di bloccare l'ennesimo sfratto. Per eseguire lo sgombero,contro un nucleo famigliare di 4 persone, stati utilizzati decine di agenti tra polizia, carabinieri, mobilie, digos e vigili urbani. Per tutta la mattina l'intera via è stata bloccata.
Dopo tutta la propaganda del cosidetto "blocco degli sfratti" firmato da CGIL-CISL-UIL e dalle associazioni di categoria, siamo al punto di partenza: gli sfratti continuano cosi come la rendita e la speculazione.
Le famiglie, i settori popolari che subiscono la precarietà sociale sono immeditamente investiti dall'emergenza abitativa, e questo dato è destinato ad aumentare nell'attuala fase di crisi economica.
Abbiamo un sistema sociale di welfare al collasso, per stessa ammissione degli addetti che ci lavorano, in queste settimane la CASA POPOLARE DODI MARACINO si è riempita di persone che erano costrette a vivere in macchina, per la loro condizione di disoccupati, cassa-integrati, in mobilità o precari, visto che gli assistenti sociali non gli davano nessuna soluzione praticabile. Abbiamo richiesto che si avvi una trattativa per rendere regolare la CASA POPOLARE DODI MARACINO, cosi come riteniamo necessario avviare un confronto a livello regionale affinche si metta in cantiere un effettivo piano casa per contrastare l'emergenza abitativa e che questa non venga più vissuta come un problema di ordine pubblico.
E' ormai da diverso tempo che denunciamo che gli assistenti sociali non possono sostenere il problema dell'emergenza abitativa sul nostro territorio, cosa che non rigurda più unicamente il problema abitativo, ma investe le diverse emergenze legate alla precarietà sociale. E' per questo motivo che i pichetti anti-sfratto andranno avanti cosi come le requisizioni di case sfitte private. Oggi una nuova famiglia vivrà alla Casa Popolare Dodi Maracino, la loro resistenza di questa mattina non è stata inutile.

PER
blocco degli sfratti
requisizione delle case private sfitte
tutela degli insolventi al mutuo prima casa
case popolari
CONTRO
rendita e speculatori
Associazione Inquilini e Assegnatari (ASIA-USB) Bologna
www.asia.rdbcub.it

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venerdì 9 aprile 2010

[BOLOGNA]: APPELLO DALLA TENDOPOLI DEGLI INQUILINI RESISTENTI


E’ iniziato il presidio permanente E’ iniziato il presidio permanente degli inquilini resistenti, sotto il comune in piazza liber paradisus, si sta allestendo una tendopoli. Il presidio non verrà rimosso e si chiede a tutti/e i cittadini e lavoratori solidali con la lotta dei movimento per il diritto alla casa di venire al presidio permanente in piazza liber paradisus. AS.I.A.-RdB BOLOGNA PRENDE CASA

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lunedì 22 marzo 2010

[Roma 20/3/2010] 200.000 in piazza per l'acqua pubblica


Da contropiano.org

Una manifestazione finalmente "potabile"
Non saranno in duecentomila come annunciato un per tenere il punto con il "pallonaro" convenuto a Sam Giovanni, ma sono stati tanti i partecipanti alla manifestazione per l'acqua pubblica, partita da Piazza della Repubblica e diretta a Piazza Navona.
Il corteo aperto dallo striscione «ripubblicizzare l'acqua, difendere i beni comuni» porta la sigla del Forum italiano dei movimenti per l'acqua, organismo nato in questi anni per ingaggiare una battaglia sul diritto all'acqua che ha assunto ormai connotati di mobilitazione internazionale.
Erano numerosi i gonfaloni dei comuni di città di tutta Italia (perlopiù comuni piccoli e medi). Erano molte ma non più moltissime le bandiere di partiti, da Sinistra ecologia e libertà, al Prc e ai verdi, dei sindacati di base e della cgil.
Il corteo si oppone al decreto Ronchi approvato lo scorso novembre. Un decreto che - su pressione delle direttive dell'Unione Europea - privatizza definitivamente la gestione del servizio idrico e dei servizi pubblici locali stabilendo che la quota in capo al pubblico debba scendere progressivamente nei prossimi cinque anni. E' proprio questo il punto, secondo i manifestanti, che va modificato perché apre alla mercificazione dell'acqua. Altri spezzoni - tra questo quello della Rete dei Comunisti - si sono sforzati di legare la battaglia sull'acqua alla resistenza complessiva contro le privatizzazioni anche degli altri servizi pubblici.

Sul camion in testa al corteo c'è uno striscione blu che recita: «L'acqua è un bene comune. Fuori l'acqua dal mercato! Fuori i profitti dall'acqua!». In coda al tir un enorme pallone blu da cui spunta un rubinetto che lascia ciondolare una goccia blu fatta da un palloncino.
Tanti gli slogan che i manifestanti portano addosso attraverso piccoli cartelloni appesi al collo con una goccia d'acqua parlante: «Liberami dalle multinazionali», «Acqua generosa gratuita, oggi ed ora ristoraci ancora», «Ce la vogliono dare a bere», «Sono un portatore d'acqua», «L'acqua è vita non è merce», «Acqua e terra beni comuni. Ribellarsi è giusto», «Chi controlla l'acqua controlla la vita», «Acqua pubblica senza se e senza Spa».
Dietro lo striscione di testa, c'era anche Alex Zanotelli che ha ha riaffermato «Se nei prossimi mesi riusciremo a raccogliere le firme necessarie per far svolgere i tre referendum contro la privatizzazione dell'acqua e poi riusciremo anche a vincerli, sarà il primo colpo che verrà dato alla privatizzazione, che per ora sembra purtroppo vincere in tutto il mondo. A farne le spese sono come sempre i poveri e i deboli e se le cose continueranno cosi' credo che ci saranno anche 100milioni di morti per mancanza d'acqua nel Sud del mondo».

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[Torino 20/3/2010] Popolo Viola e No Tav in piazza


Da infoaut
Successo della manifestazione popolo viola e NoTav

La manifestazione "NO TAV, NO MAFIA, NO CENSURA" organizzata dal popolo e dalla resistenza viola, a cui hanno aderito il Movimento NO TAV, il Coordinamento delle Liste Civiche della Comunità Montana Valli di Susa e Sangone, Le Agende Rosse, Antitavaction, Radio Blackout e il Movimento 5 Stelle Piemonte, ha visto la partecipazione di molte migliaia di persone venute da Torino e cintura, Valli di Susa e Sangone, inoltre sono venuti gruppi viola dal Veneto, da Brescia, da Genova, da La Spezia, da Pavia, e tutti indossavano qualcosa di viola e la bandiera No Tav.

Per oltre due ore la manifestazione, gioiosa e comunicativa come sempre, ha percorso il centro di Torino ricordando ai cittadini in giro per negozi che "il TAV costa e si paga con la riduzione dei servizi essenziali: sanità, scuola, ricerca, treni pendolari e difesa e messa in sicurezza del territorio", che "la MAFIA esiste e ha ormai occupato i centri vitali dello stato alleandosi e infiltrandosi con e nei partiti politici", che "i veri mafiosi non portano più la coppola ma il doppiopetto e hanno studiato nelle migliori università del mondo", che "il TAV non porta sviluppo e non fa crescere l'economia, sennò, visto che hanno appena inaugurato mille chilometri di TAV in Italia non dovremmo essere in crisi ma dovremmo nuotare nell'oro".

La manifestazione si è conclusa in piazza San Carlo che è stata occupata per una buona metà da un tripudio di bandiere viola e bianche e rosse con il treno crociato. Sono stati belli anche gli interventi: oltre a quelli degli organizzatori e dei No TAV, anche quelli de La casa della legalità, e di Alberto Puliafito che ha raccontato la sua esperienza di filmaker all'Aquila e quello delle Liste Civiche delle Valli di Susa e Sangone. Una vera ovazione ha accolto le parole di saluto e di ringraziamento per la solidarietà ricevuta che Marinella, intervenuta alla manifestazione, ha rivolto a tutti nel salotto buono di Torino.

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[Livorno 20/3/2010] 1500 in piazza contro il rigassificatore


Da Senzasoste.it

20 Marzo 2010 alle ore 16 parte la manifestazione contro il progetto Rigassificatore OLT, la manifestazione parte da piazza Civica davanti al Municipio, gira per il centro cittadino per poi tornare in piazza Civica. Nel percorso erano presenti 2000 cittadini, hanno marciato contro questo scellerato progetto. Una scommessa e stata quella del comitato, che a fatica aveva programmato da più di un mese. In piazza Civica prendono la parola gli aderenti venuti da Viareggio Assemblea 29 giugno 2009 e da val di Susa una rappresentanza del comitato No TAV, oltre a Maurizio Zicanu rappresentante del comitato No offshore parla anche Giannì responsabile mare di Greenpeace, i presenti cerano anche tanti altri come personaggi della politica Livornese, una minoranza che e sempre stata presente e sempre all’opposizione in comune.

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domenica 28 febbraio 2010

[Ortona 25/2/2010] Operai Samputensili bloccano casello a14

Da C6 Tv

Ortona (Chieti). Continua la lotta dei lavoratori della SampUtensili (gruppo Maccaferri) dopo l'annunciata chiusura dello stabilimento da parte dei vertici aziendali. Bloccata l'A14, al casello di Ortona. E il 3 marzo incontro al ministero delle Attivita' produttive. Servizio di Serena Giannico per Abruzzolive.tv.

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sabato 20 febbraio 2010

[Milano 19/2/2010] Carovana della CUB tra le fabbriche in crisi di Milano e provincia

Servizio di Silvia Tagliabue, da CubVideo

La CUB ha organizzato una giornata di mobilitazione per collegare i lavoratori delle diverse fabbriche in lotta di milano e provincia. Una carovana che è partita dalla INNSE perché con la sua lotta vittoriosa ha mostrato che è necessario organizzarsi e resistere per non fare chiudere le fabbriche. Il capitale si ristruttura e i padroni approfittano della crisi per fare più profitti. Le storie dei lavoratori in presidio, della Mangiarotti, Marcegallia, Lares, Metalli Preziosi, Alfra Romeo, Eutelia, Novaceta e Maflow ci dicono che la speculazione immobiliare ha la meglio sulla produzione e che il governo e i commissari che spesso gestiscono queste crisi aziendali sono del tutto inadeguati al ruolo.
Servizio di Silvia Tagliabue.

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venerdì 19 febbraio 2010

[Crotone 18/2/2010] Vertenza Ex Sasol, operai esasperati occupano il tetto dell'azienda

Da CN24

Vertenza Ex Sasol, operai esasperati occupano il tetto dell'azienda
Crotone, intanto continua la protesta dei dipendenti di Villa Giose

Stipendi arretrati e non pagati e la ricerca di certezze, su un possibile rilancio dell'attività produttiva, sono le cause per cui gli operai della ditta Sasol di Crotone protestano da ieri. La manifestazione è iniziata nella tarda serata di ieri davanti ai cancelli dello stabilimento, sulla statale 106, ed è poi continuata per tutta la notte, quando alcuni di loro hanno occupato il tetto della fabbrica. La scorsa estate la ditta è stata ceduta alla società 'Kroton Gres 2000 srl' di proprietà dell'imprenditore emiliano Roberto Spaggiari, lo stesso proprietario della società 'Gres 2000', di recente dichiarata fallita dal Tribunale di Crotone. Da qui, i primi sintomi della crisi. Gli operai, infatti, hanno assistito allo svuotamento dei magazzini dalle materie prime e, terminate le scorte si sono ritrovati in fabbrica senza lavorare. Domenico Basile, segretario provinciale della Filctem-Cgil, ha spiegato :"Il mercato c'è, le richieste pure, molte aziende aspettano il prodotto. Perché la materia prima non c'è? Abbiamo rivolto un appello al titolare dell'azienda Roberto Spaggiari, lo aspettiamo, speriamo che risponda". Occupata da circa 70 dipendenti, che protestano da ieri mattina, la clinica Villa Giose. Anche in questo caso, si lamentano i mancati stipendi e un possibile rilancio della casa di cura, dove ormai non si effettuano più servizi sanitari da diverso tempo, a causa di una crisi finanziaria.

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martedì 16 febbraio 2010

[Roma 15/2/2010] Manifestazione lavoratori Ittierre davanti al Ministero per lo sviluppo economico


Oltre 300 lavoratori e lavoratrici della Ittierre di Pettoranello (IS) in manifestazione a Roma di fronte al Ministero dello sviluppo economico.

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domenica 14 febbraio 2010

[Cerro al lambro 12/2/2010] Cariche della polizia contro il picchetto dei lavoratori GLS

Da slaicobas Cremona

Venerdì 12/2/2010 ore 20.00 i lavoratori della cooperativa Papavero alla GLS di Cerro Al Lambro continuano la loro lotta nonostante le violente cariche della polizia.
Origgio e Brembo, ancora lotta di classe, ancora repressione sbirresca. Gli operai sono in gran parte immigrati, pagati 970 per circa 280 ore al mese. Mobilitazioni come queste vanno nel senso dell'emancipazione collettiva più di qualsiasi ricetta umanitaria, progetto assistenzialistico o chiacchiere sull'integrazione...
Alla fine gli operai, italiani ed immigrati, scandiscono: "il proletariato non ha nazione, internazionalismo, rivoluzione". quanto sono vere queste parole anche oggi! quanto sono vere fuori alla fabbrica alle 4 del mattino!

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[Bologna 13/2/2010] Contro l'Emergenza Abitativa: occupazioni a Bologna


Bologna Occupati 20 alloggi dagli sfrattati
Oggi 13 febbraio sono stati requisiti 18 appartamenti da famiglie in emergenza abitativa. Questi appartamenti di proprietà del Comune situati in via del Vivaio, località Pioppe a Bologna sono vuoti da anni.



Sono mesi che si avvicendano articoli di giornale, dichiarazioni di politici e servizi in tv sull’emergenza abitativa nel nostro territorio, ma oltre a fiumi di chiacchiere e inchiostro non sono state avanzate soluzioni adeguate alla fase di crisi economica.
Il movimento di lotta per la casa è intervenuto negli ultimi mesi con vari strumenti dai picchetti anti-sfratto a proposte concrete: dalla requisizione delle case sfitte alla messa a disposizione di proprietà comunali inutilizzate, come quella su cui oggi questa iniziativa porta l’attenzione. Le misure messe in campo fino ad oggi si sono rivelate assolutamente insufficienti e i numeri sul problema casa stanno assumendo proporzioni mai viste. L’esistenza di luoghi come via del Vivaio dimostra che l’ostacolo alla realizzazione di soluzioni non è dettata dalle sbandierate ristrettezze economiche ma da una inquietante volontà politica. La disponibilità di questi alloggi, ristrutturati e addirittura arredati, potrebbe essere immediata e a costo zero per l’amministrazione! Invece la politica si permette di tenere sfitte strutture come questa a fronte di migliaia di persone che hanno già perso o stanno per perdere la casa. La bipartisan irresponsabilità della politica è alla ribalta della cronaca in questi ultimi mesi, ma chi sta pagando la crisi con la perdita del lavoro, della casa e dei diritti non può sottostare ai tempi del balletto mediatico e degli interessi di “parrocchia”. La riappropriazione di reddito, anche indiretto come la casa, è la sola possibilità che hanno i ceti popolari di uscire da questa crisi. Invitiamo la cittadinanza e le forze politiche, sociali e sindacali all’assemblea su: emergenza casa: problema di ordine pubblico o di intervento pubblico? che si terrà alle ore 18.00 in via del Vivaio presso la casa “Gianna Beretta”.
Associazione Inquilini e Assegnatari (AS.I.A.-RdB)
Bologna Prende Casa
AS.I.A.-RdB tell: 051/389524 cell: 3409892393 via Monterumici 36/10 Bologna
e-mail: info@bologna.asia.rdbcub.it siti:
www.asia.rdbcub.it
http://bolognaprendecasa.noblogs.org/

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mercoledì 10 febbraio 2010

[Val Susa 9/2/10]Nuova trivella a Susa: bloccata l'autostrada, la polizia carica, i No Tav resistono!

Da Infoaut Video

Da Infoaut

Nuova trivella a Susa: bloccata l'autostrada, la polizia carica, i No Tav resistono!
Sembra essersi rotta la tregua non dichiarata per quanto concerne la stagione dei sondaggi... una tregua soprattutto indotta dalla forza e dalla determinazione espressa dal movimento No Tav, nodale il passo del 23/24 gennaio: 40mila No ai sondaggi e al Tav con la marica di Susa vs nemmeno un migliaio di politicanti e impresari al Lingotto...

Questa sera alle 17 si è tenuta un'assemblea al presidio No Tav all'autoporto di Susa per decidere la risposta da mettere in campo dinnanzi al posizionamento di una nuova trivella, nella notte, a Susa... L'assemblea si è espressa convintamente per contestare la trivellazione, per rimettersi in marcia per ribadire che il movimento No Tav non starà in silenzio dinnanzi al bluff dei sondaggi, farà arrivare la sua protesta in ogni sito!

Dal presidio No Tav 400 persone si sono messe in marcia per bloccare l'autostrada, munite di fiaccole e di bastoni da sbattere contro i guardrail...
Diversamente da altre occasioni l'atteggiamento delle forze dell'ordine, quasi a voler lanciare un segnale intimidatorio, nelle prime battute è stato duro: dinnanzi al procedere dei No Tav diverse camionette si sono schierate lungo l'autostrada per fermare la marcia, i carabinieri in assetto antisommossa si sono schierati ed hanno caricato i No Tav.

Solo dopo le cariche la polizia si mette da parte.. interessata soprattutto a trincerare e difendere la trivella. I No Tav ripartono in corteo e bloccano l'autostrada per 1 ora e 1/2, per dare immediatamente una risposta alla nuova trivella.
Non avranno vita facile in Valle!

Ma se l'obiettivo di parte opposta era quello di intimorire i No Tav, facendoli arretrare e rinunciare alla marcia hanno fatto ancora i conti senza l'oste! I No Tav hanno risposto, hanno resistito alla carica, riposizionandosi lungo l'autostrada e costringendo ad arretrare le forze dell'ordine!

La marcia contro la trivella ha quindi proseguito, spostandosi (quindi bloccando anch'essa) la statale 24, dirigendosi nuovamente verso il presidio di Susa. Il movimento si è fatto trovare nuovamente presente, pronto a ribattere nell'immediato alla provocazione della trivella... No Tav No Sondaggi!



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Nuova trivella a Susa, assemblea No Tav alle 17

Questa notte, intorno alle 2 è stata piazzata una nuova trivella in frazione San Giuliano di Susa. La trivella, ben visibile dalla statale 25, è piazzata presso lo svincolo autostradale di San Giuliano, di fronte ad una pizzeria e ad un negozio di vestiti per bambini, in un terrapieno appena alle spalle del parcheggio fatto per le Olimpiadi. Ovviamente sono ingenti le forze dell'ordine che hanno accompagnato il posizionamento della trivella e che ora presidiano il cantiere.

Il movimento No Tav, senza farsi prendere da inutili quanto infruttuose paranoie, ben consapevole della sua forza e del suo radicamento in Valle, come ha dimostrato a tuut* la grande manifestazione del 23 gennaio, ha già dato le prime risposte all’ennesimo sondaggio-truffa. In molti si sono recati al presidio di Susa non appena saputa la notizia, ed un primo momento di confronto c’è già stato alle ore 8, dove, tra le altre cose, si è deciso di recarsi al mercato di Susa per informare i cittadini dell’accaduto e per rilanciare l’appuntamento delle ore 17, quando un’assemblea popolare, sempre al presidio dell’Autoporto, deciderà le modalità e le iniziative con cui muoversi.

L’invito è dunque quello di partecipare il più numeros* possibili all'assemblea e di spargere la voce!

ORE 17 AUTOPORTO DI SUSA ASSEMBLEA POPOLARE!
NO TAV NO SONDAGGI!




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Qui di seguito il volantino che i presidianti dell'Autoporto hanno scritto e stanno ora distribuendo:


LA TRIVELLA VIEN DI NOTTE

Ad un mese dalla nascita del presidio NO TAV dell'autoporto di Susa, questa notte intorno alle due, un'altra trivella (proveniente da un'azienda di Milano) è stata posizionata nell'area autostradale, con l'impianto di un cantiere vetrina effettuato su una massicciata di riporto.

Il 9 gennaio 2010 si insediava il presidio che, occupando un area destinata alle trivellazioni, ha di fatto impedito l'ingresso dei tecnici diventando così un nuovo punto di riferimento per il movimento che da anni si batte contro lo spreco economico e la distruzione della valle di Susa. Questo luogo è diventato punto di partenza per diverse iniziative di protesta e per la manifestazione NO TAV che il 23 gennaio ha visto in piazza 40mila persone.

La campagna di sondaggi truffa promossa dall'Osservatorio per la Torino-Lione consiste nella posa di trivelle protette da un ingente schieramento di polizia.

I lavori di carotaggio, con durata prevista di alcune settimane, si risolvono in poche ore dimostrandone apertamente l'inganno.

Anche questa volta i signori del TAV non avranno vita facile: il movimento NO TAV fatto di persone di vario genere, unite dalla volontà di difendere la propria terra dagli interessi degli speculatori, resiste senza temere la polizia e il freddo invernale. Il movimento NO TAV, continuamente discriminato e criminalizzato dai mass-media e da personaggi della politica a tutti i livelli, dà fastidio perché ha tante e buone ragioni. La controparte ripete solamente slogan propagandistici perché sa di non avere argomenti migliori.

In questo clima, creato ad arte, si è inserita negli ultimi giorni una brutta sequenza incendiaria portata avanti da mani ignote che ha bruciato completamente i presidi NO TAV di Borgone e Bruzolo, costruiti nell'estate 2005.

Il TAV e le altre grandi opere sono progettate e costruite con l'unico scopo di mangiare denaro pubblico che finisce nelle mani di mafiosi, partiti, costruttori e banchieri, i veri responsabili della crisi economica attuale.

Rafforziamo l'invito a tutti a partecipare e sostenere la lotta NO TAV recandosi al presidio dell'autoporto e in particolare ALLE ORE 17.00 DI OGGI MARTEDI 9 FEBBRAIO PER DECIDERE INSIEME LE INIZIATIVE DA INTRAPRENDERE.

I PRESIDIANTI NO TAV DI SUSA AUTOPORTO



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martedì 9 febbraio 2010

[Roma 9/2/10] Manifestazione dei lavoratori del gruppo Merloni in difesa dei posti di lavoro

da c6.tv

Roma. Manifestazione a Roma degli operai del settore degli elettrodomestici(lavatrici,frigoriferi) del gruppo Merloni, per chiudere lintesa con il ministero sullaccordo di programma. I tentativi di accreditarsi le varie ipotesi ai fini della campagna elettorale sono assolutamente fuori luogo, serve, invece, limpegno di tutti per ottenere un risultato per i lavoratori coinvolti(qualche migliaio)Presenti lavoratori e sindacati tra cui Raffaele Bonanni.

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venerdì 5 febbraio 2010

[Cagliari 5/2/10] Sciopero Generale in Sardegna, 30.000 in piazza


Da contropiano.org


Cagliari . 30.000 in piazza per lo sciopero generale in Sardegna. Operai dell'Alcoa applauditi dalle finestre

Sono almeno 30 mila per gli organizzatori (20 mila per la Questura) i partecipanti alla manifestazione unitaria a Cagliari per lo sciopero generale teso a denunciare la crisi devastante del tessuto economico e produttivo della Sardegna. In testa al corteo, ci sono le fasce tricolori dei sindaci e quelle azzurre dei presidenti delle Province, uno striscione con lo slogan "lavoro, sviluppo, autogoverno: dalla crisi alle opportunità". Nelle prime file i lavoratori dell'Alcoa, applauditi da il resto del corteo e dalle molte persone affacciate alle finestre. All' Alcoa di Portovesme, anche ieri la tensione era alle stelle e i dirigenti aziendali sono stati allontanati dai lavoratori appena rientrati da Roma. Presenti anche le altre aziende in stato di crisi di tutte le aree industriali dell'isola. I lavoratori delle maggiori aree di crisi sono quelli Portovesme (Sulcis-Iglesiente), Ottana (Centro Sardegna) e Porto Torres (Sassari). Non è solo però il comparto industriale, con chimica e servizi, a essere in crisi. E' lunga infatti la lista delle aziende in crisi - i sindacati ne contano almeno 600 con circa 12 mila addetti che usufruiscono degli ammortizzatori sociali - ci sono tutti i distretti industriali, dalla metallurgia alla chimica di Ottana, per le quali vi sarebbe qualche spiraglio, a quella di Porto Torres, con gli operai ancora in cima alla Torre aragonese in attesa di risposte. Non mancano anche le vertenze degli altri territori e di altre attività produttive: il settore manifatturiero, quello lapideo, l'agroalimentare e l'edilizia. In piazza anche i problemi del pubblico impiego, in primis la scuola, e dei precari di oggi e di domani.Il corteo, dopo aver attraversato il centro cittadino, si è concluso in piazza Yenne, con gli interventi dei leader sindacali.

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[Portovesme 4/2/10] Operai Alcoa cacciano dirigenti dalla fabbrica


Oltre 500 operai dell'Alcoa di ritorno dalla manifestazione a Roma davanti a palazzo Chigi hanno deciso di cacciare dalla fabbrica i dirigenti dell'Alcoa per l'atteggiamento negativo tenuto da questi nell'incontro con il governo. Momenti di tensione si sono avuti quando un dirigente Alcoa in auto ha urtato alcuni lavoratori.

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[Roma 3/2/10] Alcoa: la lunga attesa dell'incontro a Palazzo Chigi

Servizi di Silvia Tagliabue da CubVideo


Dopo più di due mesi di lotta gli operai dell'Alcoa sbarcano nuovamente a Roma, questa volta per seguire quello che viene definito l'incontro decisivo tra governo, sindacati e proprietà. Si tratta infatti di impedire alla multinazionale americana dell'alluminio di mettere in atto l'annunciata fermata tecnica degli impianti per sei mesi a partire dal 6 febbraio e di evitare l'apertura della procedura di cassa integrazione per tutti i lavoratori.
L'Alcoa sta infatti costruendo dei nuovi impianti in Arabia Saudita e in Sud Africa e lo scorso novembre ha annunciato di voler chiudere i due stabilimenti italiani, quello sardo di Portovesme e quello veneto di Fusina, dopo aver ricevuto dall'Unione Europea una sanzione di 270 milioni di euro per aver goduto di una decennale tariffa scontata dei costi dellenergia. Senza queste agevolazioni la multinazionale ha dichiarato di perdere 8 milioni di euro al mese. Da qui la decisione di andarsene, lasciando a casa 2000 lavoratori.
La verità è che, ancor prima della multa sulle agevolazioni energetiche, l'Alcoa aveva iniziato a disinvestire dagli impianti italiani. Un anno e mezzo fa alla guida dello stabilimento di Portovesme è arrivato Marco Guerrini, che con la sua politica di tagli è stato soprannominato direttore meno 30%.
Il governo ha capito che la situazione in Sardegna sta diventando esplosiva e ha votato un decreto legge che abbasserebbe il costo dell'energia a 30 euro il kilowatora, come richiesto da Alcoa, per le aziende che risiedono in aree geograficamente depresse come la Sardegna e la Sicilia. L'incontro ha lo scopo di indurre Alcoa ad accettare l'offerta e a fare retromarcia dal proposito di fermare gli impianti.
Alle 20.30 è iniziato l'incontro a Palazzo Chigi e il presidio davanti a Montecitorio non smette di farsi sentire.
Intervengono anche le Brigate di solidarietà e i lavoratori dellEutelia a distribuire cibo e coperte.
A mezzanotte non si hanno ancora notizie sulla trattativa e aumenta la tensione tra gli operai che tentano di superare il cordone di polizia.
Sono le tre di notte quando escono i delegati sindacali per riferire dellesito dellincontro: l'Alcoa non ha voluto prendere nessun impegno perché non si fida del decreto legge sullabbattimento dei costi energetici varato dal governo italiano. Vuole essere sicura che venga approvato dall'Unione Europea, che però non si sa con certezza quando si esprimerà in proposito. Il governo allora ha convocato un altro tavolo per l'8 febbraio e ha intimato all'Alcoa di non fermare gli impianti, pena la requisizione degli stabilimenti.
Quando si è trattato di decidere che fare l'esasperazione degli operai si è fatta sentire. La CUB ha sostenuto lipotesi di rientrare subito in possesso degli stabilimenti perché è là il punto di forza di questa lotta.

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mercoledì 3 febbraio 2010

[Isernia 2/2/2010] Oltre mille in corteo per salvare la Ittierre


Oltre 1000 partecipanti al corteo dei lavoratori della Ittierre in difesa del posto di lavoro. La Ittierre che vede il suo principale stabilimento a Pettoranello, in provincia di Isernia, con i suoi oltre 700 dipendenti costituisce una delle principali fabbriche del Molise. La ITR da circa un anno è in amministrazione straordinaria, e recentemente i commissari hanno annunciato centinaia di licenziamenti (si parla di 500).
Il 2 febbraio i lavoratori della ITR hanno scioperato ed organizzato un corteo ad Isernia per difendere i posti di lavoro minacciati dal piano di ristrutturazione. Alla manifestazione, ai lavoratori dell'ITR si sono aggiunti lavoratori di altre realtà in lotta (come la Geomeccanica) e cittadini solidali. Nel video le immagini del corteo e la breve intervista ad una RSU della ITR ed al coordinatore regionale del PCL.

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martedì 2 febbraio 2010

[Roma 1/2/10] Continua la lotta dei lavoratori del Consorzio Ri.Rei da mesi senza senza stipendio e a rischio licenziamento

Da C6Tv

Roma. Regione Lazio. I lavoratori del consorzio Ri.Rei, che da tre anni gestisce, senza aver vinto alcun bando di gara, diversi centri di recupero in provincia di Roma, hanno presidiato la sede centrale della Regione Lazio per dire no al licenziamento, reclamare il pagamento degli stipendi degli ultimi tre mesi e salvaguardare i centri di assistenza disabili.Il braccio di ferro tra il Consorzio e la Regione sta di fatto aggravando ulteriormente la situazione: lennesimo mancato pagamento degli stipendi e le procedure per la messa in mobilità di oltre 200 dipendenti, e lincertezza riguardo alla continuità del diritto allassistenza per i disabili e le loro famiglie.

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[Magenta] Novaceta: la lotta degli operai per far ripartire la fabbrica

Servizio di Silvia Tagliabue da CubVideo

La Novaceta di Magenta è una fabbrica chimica leader mondiale nella produzione di filo di acetato, usato nell'industria tessile. Dal 2003, quando la proprietà è passata dallo SNIA alla famiglia Scimatti, è iniziato il declino, con un taglio drastico dell'occupazione, passata da 500 operai a meno dei 200 attuali. La crisi non è motivata da ragioni economiche, ma è il frutto di una volontà padronale di chiudere l'attività per fare speculazione edilizia sul terreno. La Novaceta occupa infatti una vasta area di 220mila metri quadrati alle spalle della stazione di Magenta.
Si arriva così al 30 giugno 2008, quando l'azienda di fatto chiude lattività mettendo tutti i 200 lavoratori in cassa integrazione. Non viene dichiarata la crisi, che potrebbe preludere al fallimento e al possibile salvataggio da parte di un nuovo industriale, e gli operai si trovano soli di fronte all'arroganza padronale che neppure rende noto un piano industriale. I sindacati confederali assecondano la proprietà e non sono neppure in grado di indire un'assemblea dei lavoratori o pensare ad alcuna azione sindacale.
I lavoratori si organizzano, fondano il Comitato Magentino Dignità e Lavoro (www.dignitaelavoro.blogspot.com), si rivolgono alla Allca-CUB e iniziano la lotta. Dapprima un presidio, poi, esasperati dal silenzio delle istituzioni, occupano la fabbrica e prendono anche il tetto, decisi a non mollare finchè la Provincia non costringerà a un tavolo di trattativa la proprietà immobiliare (Marcobi) e quella industriale (Fantoni) per arrivare alla ripresa immediata dellattività produttiva con la partecipazione alle decisioni degli operai costituitisi in cooperativa.
L'incontro del 28 gennaio in Provincia di Milano non ha portato ancora a iniziative concrete. Sono emerse nuove manovre poco chiare tra la proprietà immobiliare che ha dichiarato di voler cedere il terreno alla proprietà industriale, responsabile della situazione di chiusura attuale. E' anche stata ventilata la presenza di vari imprenditori interessati a rilevare la Novaceta, ma per ora tutto rimane piuttosto vago. La notizia positiva è la proposta di cessione della centrale termoelettrica per una cifra accessibile, cosa che permetterebbe l'immediata ripresa produttiva. La CUB ha ribadito la necessità di procedere al più presto all'apertura di tavoli tecnici per fissare le tappe della riapertura della Novaceta.

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