Gli istituti finanziari internazionali – gli stessi che hanno inondato il mondo con fondi spazzatura determinando la più grave crisi economica mai conosciuta, che sono stati salvati dal fallimento con l’aiuto generosissimo dei governi occidentali a spese dei contribuenti – hanno determinato il collasso della Grecia.
Ora a pagare saranno i soliti di sempre: lavoratori pubblici a cui vengono tagliate indennità e tolte 13^ e 14^, pensionati a cui vengono congelate le pensioni, dipendenti privati che si vedono togliere il 15% dei propri salari e poi aumento dell’età pensionabile a 67 anni, privatizzazione dei servizi pubblici, aumenti dell’IVA, blocco delle assunzioni, liberalizzazioni del mercato del lavoro e precarietà e licenziamenti a dismisura.
La Grecia dovrà restituire complessivamente 110 miliardi di euro, il cui peso ricadrà tutto sulle spalle dei lavoratori e dei ceti popolari, e già la speculazione ha messo nel mirino Portogallo, Spagna, Irlanda e la stessa Italia non se la passa troppo bene..
Contro le misure predisposte dal Governo ‘socialista’ nelle scorse settimane sono scesi in piazza e hanno scioperato milioni di lavoratori, un altro sciopero di due giorni, 4 e 5 maggio, sta già paralizzando il paese.
Sosteniamo la resistenza dei lavoratori, dei giovani, dei pensionati greci a cui un sistema economico basato sulla speculazione e sul profitto sta togliendo il futuroType rest of the post here
venerdì 7 maggio 2010
SCONTRI IN GRECIA E ASSALTO AL PARLAMENTO
lunedì 3 maggio 2010
Grecia: 1 maggio in piazza e scontri
Grecia: 1° maggio in piazza e scontri. Il 5 maggio nuovo sciopero generale contro il massacro sociale targato UE-FMI
di Marco Santopadre *
La partecipazione alla manifestazione è stata largamente superiore alle attese. "Non siamo mai andati in piazza in vita nostra - raccontano ad un’agenzia di stampa Omonia Mikis e Virginia Mikaloupolos, freschi sposi di 28 anni - Ora però siamo arrivati a un limite oltre cui non possiamo andare e siamo qui". Lui è insegnante di informatica a una scuola superiore e da fine marzo il suo stipendio è sceso del 15%, da 1.200 a 1.030 euro. "E non è finita - aggiunge - Se il Parlamento approverà il piano di Papandreou, da maggio prenderò 850 euro". Che fare? Virginia, assistente in uno studio di dentista è scoraggiata: "Così di sicuro non si può andare avanti. Non avrei mai pensato di arrivare a questo punto, ma da qualche settimana stiamo davvero pensando di provare a emigrare".
Un altro corteo, il primo ad arrivare davanti al Parlamento, era animato dai pensionati, dalle donne e dai lavoratori chiamati in piazza dal Pame, il sindacato del Partito Comunista. ''Basta, é arrivata l'ora di un grande fronte popolare'' ha detto dopo la manifestazione di oggi la segretaria del partito comunista ellenico (Kke) Aleka Papariga che, parlando con i giornalisti davanti al Parlamento, ha affermato che i miliardi dell'Ue e del Fmi ''non significano nulla per il popolo greco, che continuerà ad essere sfruttato dal capitale''. ''E' arrivata l'ora di dire basta! ha aggiunto -Non dobbiamo piu' indugiare, dobbiamo costituire un grande fronte popolare degli operai e degli agricoltori per giungere ad un radicale rovesciamento'' del ''putrefatto sistema politico greco''.
''In autunno vi sarà un'esplosione sociale'' ha detto invece Liana Kanelli, deputata del Partito comunista greco (Kke). ''Questo che vedete qui oggi é solo l'inizio'' dice Kanelli, figura carismatica del Kke e membro della commissione esteri del partito. ''Tra quattro o cinque mesi, in autunno, ci sarà un'esplosione sociale perché lavoratori e pensionati non possono sopportare una riduzione del 30% dei loro redditi in un paese già ben al di sotto della media europea''. Kanelli dice che ''il debito é l'unica ricchezza del popolo greco'' e aggiunge che il Kke non vuole rinunciare all'Europa, ma invoca ''un' Europa dei popoli e non del capitale''. Il Kke, insieme agli altri gruppi della sinistra riuniti nella coalizione Syriza, si oppone al ricorso agli aiuti dell'Europa e del Fmi. ''Possiamo farcela da soli tassando il grande capitale, riducendo le spese a cominciare da quelle militari, costringendo l'Europa a pagare per il controllo delle frontiere e facendo sacrifici'' dice Kanelli assicurando che la un numero sempre maggiore dei Greci comincia a pensarla cosi'.
Rabbia e paura sono i sentimenti predominanti tra i Greci oltre la metà dei quali sono pronti a scendere in piazza a protestare se saranno approvate i nuovi tagli che si aggiungono a quelli già imposti dai socialisti al governo nei mesi scorsi. Lo rivelano sondaggi pubblicati nelle ultime ore, secondo i quali solo il 50,6% dei cittadini riconosce che il sostegno internazionale é necessario per superare la crisi. Un'inchiesta pubblicata dal settimanale Proto Thema rivela che oltre il 51% dei cittadini é pronto a scendere in piazza il prossimo 5 maggio in occasione dello sciopero generale proclamato sia nel settore pubblico sia in quello privato, se il governo approverà, come scontato, le nuove misure che ridurranno del 30% il potere di acquisto dei lavoratori e ancor di più quello dei pensionati. Secondo un altro sondaggio pubblicato dal quotidiano socialista To Vima, il 61,8% dei Greci ha provato rabbia per l'intervento del Fmi, o paura di una grave recessione economica come conseguenza delle misure previste contro la crisi finanziaria: tagli salariali, sia nel settore pubblico che privato, tasse, congelamento dell'impiego pubblico e riforma delle pensioni. Il 70,5% è contrario ai tagli nel settore privato. La maggioranza dei Greci, secondo il sondaggio di Proto Thema, vuole che Papandreou accetti di costituire un governo di unità nazionale con gli altri partiti, tutti contrari all'intervento del Fmi, per il bene del paese.
I giornali, a proposito delle manifestazioni, parlano di piccoli gruppi di ‘anarchici’ che avrebbero ingaggiato i soliti, rituali scontri con la Polizia. Ma a guardare le immagini diffuse dai media sulla giornata di oggi e sulle manifestazioni di giovedì e venerdì si vede benissimo che a partecipare agli scontri non sono solo i giovani incappucciati e preparati, aderenti all’area anarchica, ma anche giovani e lavoratori a volto scoperto.
Oggi intorno alle 12:00, quando il grosso dei tre cortei avevano già raggiunto la destinazione finale, un gruppo di manifestanti ha lanciato un paio di potenti petardi contro il ministero delle Finanze, che sorge su un lato di piazza Syntagma, e la polizia in assetto anti-sommossa li ha caricati esplodendo candelotti lacrimogeni. Pochi minuti dopo gli anticapitalisti hanno cominciato un fitto lancio di sassi e altri oggetti contro i poliziotti e un camioncino della Tv di Stato Ert. Un altro camioncino della Ert era stato assalito e dato alle fiamme un'ora prima davanti alla sede della vecchia Università, in viale Vanizelos. A quel punto é cominciato un confronto che è proseguito per circa un ora, con un centinaio di manifestanti che, armati di grossi bastoni, hanno prima scagliato alcune bottiglie incendiarie contro i cordoni posti a difesa del Ministero, e poi li hanno addirittura caricati. Allontanati da piazza Syntagma dalle cariche dei reparti antisommossa, i manifestanti hanno continuato il lancio di sassi e petardi lungo viale Venizelos, cercando di bloccare il passo ai poliziotti mettendo di traverso cassonetti incendiati, panchine, cabine telefoniche sradicate, pannelli strappati alle fermate degli autobus. Anche i gradini della Chiesa di San Dionigi sono stati presi a martellate per ricavarne sassi da lanciare contro la Polizia.
Scontri si sono verificati in contemporanea davanti al Ministero degli Esteri, sempre nel centro della capitale ellenica. Anche qui un nutrito gruppo di manifestanti muniti di bandiere rosse ha attaccato un cordone di polizia posto a protezione del dicastero. Nel frattempo gruppi di anticapitalisti prendevano a martellate le vetrine corazzate dell'Hotel Grande Bretagne, ritenuto dai manifestanti la sede del «governo ombra dei plutocrati» perché vi alloggia la troika della Ue-Fmi e Bce con cui il Governo dovrà firmare un piano di tagli draconiani che lasciano intatti i privilegi delle classi possidenti.
Anche oggi, così come nei giorni scorsi, gli scontri si sono avuti comunque al margine e in maniera complementare rispetto alle grandi manifestazioni popolari che ormai percorrono Atene e le principali città elleniche quasi quotidianamente dall’autunno scorso: secondo alcune fonti ci sarebbero stati alcuni arrestati. Il prossimo 5 maggio tutti i sindacati hanno indetto un nuovo sciopero generale che bloccherà il paese. Ma per gli analisti è assai difficile che la piazza riesca a convincere Papandreou a fare marcia indietro. Il premier continua a ribadire che non c'è alternativa al suo piano: «È in ballo la stessa sopravvivenza della Grecia in quanto nazione, nelle trattative che Atene sta portando avanti con Ue e Fmi sugli aiuti che ha richiesto. La sopravvivenza della nazione è la nostra linea rossa».
Le condizioni imposte dal Fmi e dall’Ue per garantire gli aiuti - 120 miliardi in tre anni, 9 entro il prossimo 19 maggio per non far finire il paese in default - sono durissime. Gli aiuti, concessi a rate solo dopo che i controlli mensili sull'implementazione del piano verranno confermati da ispettori della Ue-Fmi, saranno concessi in cambio di un piano che prevede un gigantesco taglio del deficit pari al 10% nel 2010-2011 tutto a spese della classe lavoratrice. Un piano lacrime e sangue che attacca soprattutto i salari, congela le assunzioni e introduce una maggiore flessibilità contrattuale come l'abolizione dell'obbligo del ricorso all'arbitrato per i licenziamenti nel settore privato. Inoltre l'età pensionabile verrà portata a 67 anni. Si tratta di misure per 24 miliardi di euro che prevedono anche un aumento dell’IVA dal 21 al 23% (si tratta del secondo aumento quest’anno), l’abolizione di 13esime e 14esime per il pubblico impiego, la chiusura di circa 800 enti pubblici definiti inutili (con corrispondenti licenziamenti), privatizzazioni, con la vendita di aziende di Stato e immobili. Un massacro sociale che colpirà come una mannaia il già provato popolo greco. Ma che non soddisfa gli appetiti dei governi e dei poteri forti che sulla pelle dei greci stanno tentando di approfittare della crisi economica internazionale per ridisegnare i rapporti di forza a favore del capitale e delle potenze centrali dell’Unione Europea. Oggi la cancelliera tedesca Angela Merkel, nel corso di un'intervista al settimanale Bild am Sonntag, è tornata ad avvertire i partner dell’UE che da ora in poi chi non rispetta le regole di bilancio perderà il diritto di voto nell'area euro, in nome di una maggiore stabilità della moneta unica. «Alla fine, in futuro dovrà essere possibile togliere il diritto di voto, almeno temporaneamente, a quei Paesi che non rispetteranno i loro impegni - ha detto la Merkel in una esplicita nuova minaccia nei confronti di Atene ma anche degli altri paesi sui quali potrebbe abbattersi l’ascia del risanamento: Spagna, Portogallo, Irlanda… e Italia.
* Direttore Radio Citta' Aperta
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venerdì 30 aprile 2010
[Modena 30/4/2010] il Guernica è tornato
Da infoaut nodo di Modena http://www.infoaut.org/modena/
Nel video il corteo del 17 Gennaio 2010 in seguito allo sgombero della prima occupazione del Guernica
Sin dai primi momenti dell'occupazione numerose persone hanno raggiunto lo stabile occupato cominciando a collaborare coi ragazzi del Guernica nella sistemazione del posto, trovato sul momento visibilmente lasciato al completo degrado.
Con questa occupazione il Guernica rilancia il progetto messo in piedi con la prima occupazione dell' ex concessionaria Ford, terminata dopo lo sgombero ai primi di gennaio. Questo progetto vede la realizzazione di vari laboratori, di una palestra popolare e di sale prove, oltre ad offrire alla città di Modena una socialità diversa da quella che da sempre cercano d'imporre.
Riportiamo qui a seguito il programma dello Spazio Antagonista Guernica
SABATO 1 MAGGIO: REGGAE AGAIN at GUERNICA: a BIG dancehall - hip hop - reaggea NIGHT BIZZARRI SOUND - JUNGLE ARMY - LICKWEED MOVEMENT - JIMMY SPLIFF SOUND.
LUNEDI' 3 MAGGIO: cineforum ATTRATTIVA ALTERNATIVA delle 21,30 proiezione di "CENTO PASSI".
MARTEDI' 4 MAGGIO: dalle 21,30 ASSEMBLEA PUBBLICA.
GIOVEDI' 6 MAGGIO: primo incontro del nuovo progetto LABORATORIO FOTOGRAFICO.
VENERDI' 7 MAGGIO: serata ROCK con dj MARA e DANI MANI.
SABATO 8 MAGGIO: GOOD TIME FOR A MINIMAL NIGTH dj - set minimal con TACHELES.
Riportiamo anche il comunicato del GUERNICA al momento dell'occupazione
IL GUERNICA E' TORNATO
Oggi 30 aprile torna finalmente a prendere vita lo Spazio Antagonista GUERNICA, uno spazio fortemente voluto da molte realtà modenesi, dai precari che lottano ogni giorno per il loro futuro, dagli studenti che non vogliono accettare la nuova riforma che trasforma le scuole in fabbriche; dai lavoratori ormai stanchi di avere sulle spalle tutto il peso di una crisi che non hanno creato loro, ai giovani ormai soffocati in una città che non riesce più ad offrire una possibilità a chi vuole decidere della propria vita, in maniera autonoma e fuori dagli schemi che questa società ci impone.
Viviamo in una città ormai impazzita, che come unica risposta alle istanze di cambiamento riesce dare solo divieti, polizia per le strade, telecamere e controllo sociale, dove non è più possibile bere una birra per la strada con i propri amici e dove non si riesce più ad avere una socialità spontanea, fuori dalle logiche del profitto e dove tutto il divertimento è delegato ai soliti locali nei quali bisogna essere tutti conformati ad uno standard e dove bisogna spendere molti soldi.
Abbiamo occupato uno stabile vuoto da diversi anni, perché crediamo che la legalità sia far tornare vivere luoghi abbandonati destinati al degrado e non l'appellarsi delle istituzioni che non riescono o non vogliono dare soluzione e che molto spesso si rifugiano nel silenzio per non affrontare i problemi reali che viviamo tutti i giorni. E' per questo siamo convinti che difronte al silenzio sia giusto fare qualche cosa in prima persona, per fare tornare a vivere questa città e per riprenderci il nostro futuro!
Il GUERNICA è un luogo aperto a tutti, un laboratorio dove iniziare a costruire rapporti sociali diversi, non basati sui canoni che questa società ci impone, ma basati su lavori quali l'antifascismo, l'antisessismo, e l'antirazzismo, dove realizzare insieme i nostri sogni tramite la pratica dell'autogestione; infatti non ci sono capi o schemi da seguire, ma tutti noi che vogliamo il GUERNICA siamo chiamati in prima persona a far vivere questo posto, perché difronte alle minacce di sgombero l'unica soluzione è la lotta per avere spazi di autonomia, perché
MODENA VUOLE IL GUERNICA
Spazio Antagonista GUERNICA
Per raggiungere il nuovo Guernica:
- Dal centro di Modena prendere la direzione Baggiovara, passato il ponte della tangenziale girare subito a destra.
- Dalla tangenziale prendere l'uscita 17 B (motorizzazione).
- Dalla complanare prendere l'uscita in direzione Baggiovara.
- In autobus prendere l'11 e il 13.
Capovolgendo l'antico adagio, "le belle notizie non giungono mai sole": anche la città di Modena vede oggi l'apertura di un nuovo nodo informativo di Infoaut. Dopo l'apertura del nodo pisano avvenuto una settimana fa, anche nella provincia modenese apriamo un nuovo spazio di comunicazione e (nel) conflitto. Un altro pezzo di comunicazione in rete, contro il media mainstream e i poteri forti della normalizzazione e delal compatibilità sociale.
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[ Bruxelles 28/4/2010] In piazza al fianco di Cuba
A Bruxelles una nuova bella giornata europea di solidarietà politica
e di lotta al fianco di Cuba.
Questa potrebbe essere la sintesi del sit in per opporsi al vergognoso voto contro Cuba delle scorse settimane al Parlamento Europeo; organizzato dallAssociazione nazionale di Amicizia Italia-Cuba, Nuestra America e dalla Associazione La Villetta per Cuba, hanno aderito e partecipato tantissime associazioni europee di solidarietà con Cuba, partiti comunisti e del lavoro europei (a cominciare dal Partito Lavoratori Belgio (PTB), Rete dei Comunisti per lItalia, Partido Comunista Danese, Pôle de Renaissance Communiste en France (PRCF), PC Francia e Juventud Comunista (del PC Francia) Akel (Cipro), e vari europarlamentari, mancavano quelli italiani.
Il nostro secondo appuntamento della campagna di mobilitazione unitaria, dopo il sit in di fronte alla Rai a Roma, si è trasformato in una bella e importante manifestazione europea con un forte e chiaro significato di risposta contro la vergognosa campagna politica e massmediatica che ha lobiettivo politico di attaccare lautodeterminazione e la sovranità del governo e il processo di autodeterminazione popolare della rivoluzione cubana. Un grande risultato dal quale dobbiamo trarre nuovi stimoli per le restanti due manifestazioni che svolgeremo il 6 maggio davanti al Corriere della Sera a Milano e quello conclusivo, verso fine maggio, a Roma.
Anche sotto il punto di vista politico dobbiamo registrare un bel successo. La delegazione composta da Sergio Marinoni e Andrea Genovali per Italia-Cuba, Luciano Vasapollo per Nuestra America e Luciano Iacovino per La Villetta, insieme a tre rappresentanti della solidarietà francese, belga e tedesca,è stata ricevuta al Parlamento Europeo ed ha potuto incontrare il deputato del PC del Portogallo, Joao Ferreira. Incontri importanti anche con il deputato di Akel (Cipro) Takis Hadjigerrgiou, con il deputato Willy Meyer di Izquierda Unida, con il deputato Geogis Toussas del PC di Grecia e con il deputato Jacky Hénin del PC di Francia.
Con tutti loro, ed in particolare con il deputato del PC portoghese, si è discusso della vergogna rappresentata dal voto della risoluzione dell11 marzo e delle notizie raccolte in merito alla preparazione di altre risoluzioni ostili a Cuba. Tutto ciò dimostra ancora una volta la politica dei due pesi e due misure della UE sempre schierata con gli interessi USA e contro lautodeterminazione dei popoli, evidenziando sempre più il carattere imperialista e neoliberista di questa costruzione europea dei grandi potentati politico-economico-finanziari.
Con tutti gli eurodeputati abbiamo parlato su come, insieme, si possa cercare di far diventare la nostra solidarietà sempre più concreta e incisiva a sostegno della Rivoluzione cubana. Le associazioni hanno invitato il Parlamento Europeo ad occuparsi della crisi economica, dei disoccupati e dei precari in Europa piuttosto che della situazione interna a Cuba. Le associazioni italiane hanno chiesto di poter essere ascoltate in una audizione della commissione che si occupa della democrazia nel Parlamento Europeo per potersi confrontare in un dibattito sostanziale e non strumentale sulle forme democratiche di partecipazione nei vari paesi. . Limpegno è stato quello di cercare di costruire una sempre più forte rete di solidarietà europea con Cuba, sia sociale che istituzionale, per dimostrare che i popoli europei stanno con Cuba e non con i voleri di Washington
Lunica nota negativa che vogliamo evidenziare, è stata la totale assenza degli europarlamentari italiani che hanno, anche in questo caso, dimostrato la loro insensibilità, e contrarietà, nei confronti di Cuba e, soprattutto, con le associazioni e le organizzazioni italiane che scelgono il terreno della lotta per esprimere la loro solidarietà militante al popolo , al governo e al Partito Comunista cubani .
Gli Organizzatori e Promotori:
Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
Nuestra America (membro della Rete delle Reti in Difesa dellUmanità)
Associazione La Villetta per Cuba
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martedì 27 aprile 2010
( BOLOGNA): 25 APRILE DEGLI INQUILINI RESITENTI
E’ STATO REQUISITO IN VIA LEGNANO (QUARTIERE BORGO PANIGALE) UN EDIFICIO SFITTO DA ANNI: QUESTA REQUISIZIONE POPOLARE E’ UNA FORMA DI RIAPROPRIAZIONE DELLA COSA PUBBLICA DA PARTE DEGLI INQUILINI RESISTENTI, CHE CHIEDONO ALLOGGI PER CONTRASTARE L’EMERGENZA ABITATIVA.
I PADRONI, LE BANCHE E LA POLITICA VOGLIONO FAR PAGARE LA CRISI ALLE CLASSI POPOLARI, E SPECULARE SULL’EMERGENZA ABITATIVA, FOMENTANO LA GUERRA TRA POVERI, MENTRE LORO VIVONO TRANQUILLAMENTE NELLE VILLE SUI COLLI BOLOGNESI. SI REG
ALANO SOLDI AI GRANDI COSTRUTTORI E ALLE BANCHE MENTRE SI SVENDE QUELLO CHE RIMANE DELL’EDILIZIA PUBBLICA. GLI INQUILINI RESISTENTI DI VIA LEGNANO SONO OPERAI, PRECARI., DISOCCUPATI CHE RESISTONO E NON VOGLIONO PAGARE LA CRISI. UOMINI E DONNE CHE HANNO PERSO LA CASA PER COLPA DI AFFITTI E MUTUI INSOSTENIBILI, SOTTO SFRATTO, IN ATTESA DA ANNI PER LA CASA POPOLARE. LE LORO RICHIESTE SONO SEMPLICI: BLOCCO DEGLI SFRATTI, REQUISIZIONE CASE SFITTE, CASE POPOLARI E SOSTEGNO AL MUTUO PRIMA CASA.
CHIEDIAMO A TUTTA LA CITTADINANZA DI SOLIDARIZZARE CON L’OCCUPAZIONE POPOLARE.
lunedì 26 aprile 2010
25 aprile: Gli antifascisti sbarrano il passo all'ipocrisia nelle piazze a Roma e a Milano
da contropiano
Contestazioni anche a Milano nel pomeriggio contro la partecipazione al corteo del 25 aprile del sindaco Letizia Moratti e del presidente della provincia Podestà, bersagliati da slogan contro il fascismo. Anche in Piazza del Duomo la contestazione è continuata ed è salita di tono con alcuni centri sociali che hanno cercato di avvicinarsi al palco ufficiale con il loro camion da cui lanciavano slogan contro la partecipazione di esponenti della destra alle celebrazioni della liberazione. Contro le contestazioni il Pd si unisce al PDL nel chiedere mano ferma contro i responsabili: il partito di Bersani ha addirittura annunciato interrogazioni al ministro dell'Interno Roberto Maroni per aver permesso che i contestatori si avvicinassero al palco di piazza Duomo. Anche il segretario della Camera del lavoro della città lombarda, della Cgil, contesta quello che chiama il lassismo della polizia. Il centro sociale il Cantiere, messo sotto accusa per la contestazione di ieri a Milano, esprime 'rispetto' per l'associazione partigiani e per i reduci ma chiede spiegazioni all'Anpi per la presenza sul palco del 25 aprile di ''chi finanzia le iniziative dei nazifascisti oggi''. I militanti del centro sociale hanno spiegato di riferirsi in particolare alla settimana di eventi dell’estrema destra 'finanziata dagli enti locali milanesi'. 'Abbiamo sempre avuto e ribadiamo il nostro rispetto per quanto Anpi e reduci hanno subito durante il nazifascismo e per quanto hanno fatto per combatterlo - hanno detto al termine della manifestazione - ma vorremmo ci fosse rispetto anche per i giovani antifascisti milanesi''.
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